Inquinamento di siti di produzione di petrolio e gas in USA visibile anche dallo spazio

A dimostrazione del fatto che l’estrazione di petrolio e gas naturale è aumentata in diverse aree degli Stati Uniti, un nuovo studio pubblicato su Geophysical Research Letters utilizza anche le immagini satellitari proprio per capire i livelli di impatto di una tendenza del genere.

I ricercatori, come spiega Barbara Dix del Cooperative Institute for Research in Environmental Sciences (CIRES) dell’Università del Colorado Boulder, hanno potuto comprendere il crescente impatto dell’estrazione dei combustibili fossili negli Stati Uniti anche dai satelliti: “Siamo davvero al punto in cui possiamo utilizzare i dati satellitari per fornire feedback alle aziende e ai regolatori e vedere se hanno successo nella regolazione delle emissioni”.

Insieme al proprio team, aiutato da un altro team di ricercatori olandesi, la Dix ha utilizzato proprio gli strumenti satellitari per capire l’inquinamento da ossidi di azoto, tra cui quello di biossido di azoto, proveniente dai motori delle grandi fabbriche di giacimenti di petrolio e di gas statunitensi.
Sono proprio i motori a combustione a produrre ossidi di azoto, gas irritanti per l’apparato respiratorio umano e nocivi anche sotto altri profili.

Si parla dei motori per la perforazione del terreno, per la compressione dei gas, per la separazione dei liquidi e dei gas e per spostare il gas e il petrolio stessi attraverso tubi e contenitori di stoccaggio, come spiega Joost de Gouw, professore di chimica che ha partecipato allo studio.
I risultati mostravano che tra il 2007 e il 2019, negli Stati Uniti, mentre il livello di inquinamento da biossido di azoto causato dai veicoli e da diverse tipologie di centrali, molte delle quali diventate elettriche, andava diminuendo lo stesso non si può dire per specifiche aree che sono poi quelle di estrazione petrolifera e del gas, soprattutto nel Nuovo Messico, in Texas e nel Nord Dakota.

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