Diossido di azoto e PM 2.5 nell’aria, gli effetti su sviluppo del cervello dei bambini

Credito: Globetrotter78, Pixabay, ID: 7244654

Un ulteriore studio suggerisce l’esistenza di un collegamento tra l’inquinamento atmosferico e effetti sullo sviluppo del cervello dei bambini. Stavolta lo studio è stato pubblicato su Environmental Health Perspectives è stato realizzato da ricercatori dell’Università di Washington. I ricercatori, come spiega il comunicato della stessa università americana, mostrano che l’esposizione, sia prima della nascita che dopo la nascita, a determinati inquinanti che possono essere presenti nell’area può portare a danni nello sviluppo del cervello nei bambini.

Esposizione a diossido di azoto e PM 2.5 prima e dopo la nascita

I ricercatori si sono concentrati soprattutto sull’esposizione, da parte delle madri durante la gravidanza e da parte dei bambini nel primo e nel secondo trimestre di vita, al diossido di azoto (NO2). I bambini maggiormente esposti a questo gas avevano più probabilità di incorrere in problemi del comportamento. Inoltre i ricercatori hanno posto la loro attenzione anche sull’esposizione all’inquinamento da particelle PM 2,5 nei bambini tra i due e i quattro anni e anche in questo caso hanno trovato un collegamento: i bambini maggiormente esposti mostravano funzionamenti comportamentali e cognitivi più scarsi.

Collegamento trovato anche in città non troppo inquinate

Come spiega Yu Ni, ricercatore del Dipartimento di scienze ambientali e della salute sul lavoro dell’Università di Washington e autore principale dello studio, anche a San Francisco e a Seattle, città dove l’inquinamento provocato dal traffico è relativamente basso, il collegamento tra l’esposizione al diossido di azoto e i problemi comportamentali dei bambini poteva essere trovato, in particolare quando l’esposizione avveniva durante il primo il secondo trimestre dieta.
Per realizzare lo studio i ricercatori hanno usato vari dati tra cui anche quelli relativi agli indirizzi della domiciliazione dei partecipanti.

Meccanismi biologici dello sviluppo del cervello

Secondo i ricercatori ci sono meccanismi biologici che spiegano il collegamento tra l’inalazione di inquinanti come diossido di azoto e particelle PM 2,5 e gli effetti sulla placenta e sullo sviluppo del cervello del feto. Secondo i ricercatori, le sostanze, una volta inalate, entrano nei polmoni in profondità e poi possono entrare nel sistema nervoso centrale.[1]

Come si sviluppa il cervello dei bambini?

Come spiegano i ricercatori nello studio, la morfologia cerebrale comincia durante la terza settimana dopo il concepimento e, a metà della gestazione, comincia a svilupparsi molto velocemente. I cambiamenti strutturali e in generale lo sviluppo del cervello continuano poi anche dopo la nascita fino all’inizio dell’età adulta. Anche disturbi “sottili nella prima infanzia possono interferire con la normale traiettoria dello sviluppo cerebrale e causare un successivo deterioramento funzionale”.[2] Durante i primi mesi di vita, in particolare, il momento è critico per quanto riguarda lo sviluppo cerebrale: il numero delle connessioni tra i neuroni “esplode” e, durante questa età, il cervello raggiunge il 90% della dimensione che poi avrà nella fase adulta.

Note e approfondimenti

  1. UW study strengthens evidence of link between air pollution and child brain development | UW News
  2. Associations of Pre- and Postnatal Air Pollution Exposures with Child Behavioral Problems and Cognitive Performance: A U.S. Multi-Cohort Study | Environmental Health Perspectives | Vol. 130, No. 6 (DOI: 10.1289/EHP10248)
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