Insetti per alimentazione umana e per mangimi per polli fondamentali per ridurre impronta di carbonio

Credito: ChristophMeinersmann, Pixabay, 2499717

Le proteine presenti nel corpo degli insetti potrebbero, anche se in maniera indiretta, rallentare gli effetti dell’immissione di carbonio nell’atmosfera da parte degli esseri umani secondo un interessante studio condotto da scienziati dell’Università di Helsinki e dell’Università LUT.
Nello studio ricercatori hanno sottoposto ad analisi l’eventuale utilizzo delle proteine degli insetti per quanto riguarda l’alimentazione umana in Europa e per quanto riguarda l’utilizzo come mangime per i polli. Hanno anche analizzato l’utilizzo delle proteine della soia per quanto riguarda l’allevamento del pollame.

Pane e pasta fatta con farina di insetti

I risultati, così come hanno fatto ricerche svolte già in precedenza, mostrano che gli insetti, in particolare il loro apporto proteico, potrebbero ridurre l’impronta di carbonio collegata alla produzione del cibo per quanto riguarda i consumatori europei. Questo vale anche nel caso che gli insetti commestibili, tra cui vermi, mosche e grilli, vengano trasformati come cibo e non mangiati direttamente.
I metodi per mangiare gli insetti, comunque, sono diversi: possono essere mangiati freschi oppure essiccati oppure trasformati in farina. Una volta trasformati in farina, poi, possono essere mangiti sotto varie forme, dal pane alla pasta.

Sottoprodotti di scarto dell’industria alimentare per la produzione di insetti

Bodo Steiner, un ricercatore della Facoltà di agricoltura e silvicoltura ad Helsinki, spiega che utilizzare le proteine degli insetti per l’alimentazione umana potrebbe essere molto più sostenibile dell’utilizzo delle stesse proteine degli insetti per i mangimi animali. Lo stesso ricercatore sottolinea anche che utilizzare i prodotti di quello che viene definito il flusso secondario dell’industria alimentare di basso valore per quanto riguarda l’allevamento degli insetti che poi devono essere usati come mangime per i polli risulta fondamentale.
Tra questi “rifiuti” ci sono quelli della ristorazione e dei sottoprodotti di scarto dell’alimentazione, ad esempio quelli che risultano dalla lavorazione del pesce. Usare questi prodotti per la produzione degli insetti come mangime al posto della soia sarebbe decisivo per quanto riguarda l’impronta di carbonio dell’umanità.

Note e approfondimenti

  1. The potential of insect protein to reduce food-based carbon footprints in Europe: The case of broiler meat production – ScienceDirect (IA) (DOI: 10.1016/j.jclepro.2021.128799)

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