Insicurezza alimentare limita capacità cognitive di bambini e ragazzi

Una nuova ricerca pubblicata su Economics of Education Review mostra il collegamento diretto tra l’insicurezza alimentare, ossia il limitato accesso ad un quantitativo sufficiente di alimenti e di nutrienti, e le capacità di apprendimento di bambini e ragazzi.
Nello specifico lo studio, primo nel suo genere e intitolato “Disuguaglianze nell’apprendimento adolescenziale: la tempistica e la persistenza dell’insicurezza alimentare in casa sono importanti?”, ha analizzato i dati di quasi 2000 ragazzi indiani presenti in un’indagine denominata Young Lives realizzata proprio in India.

I ricercatori si sono interessati in particolare a tre fasi dell’infanzia, l’inizio, la metà e l’adolescenza (più o meno 5, 8 e 12 anni di età). Circa il 47% di questi bambini sperimentava insicurezza alimentare a casa; ad esempio saltavano i pasti, mangiavano meno di quanto necessario e in generale vivevano in contesti poveri in cui le famiglie non erano in grado di portare letteralmente il piatto a tavola.
Esaminando punteggi dei test di apprendimento i ricercatori si accorgevano che l’insicurezza alimentare, a tutte le età, ostacolava l’apprendimento. I ragazzi che vivevano in contesti dove il cibo non era sufficiente mostravano livelli di lessico e di sviluppo del vocabolario più bassi e capacità di lettura, di formulazione matematica e di linguaggio più bassi.

I punteggi più bassi in assoluto riguardavano i bambini che soffrivano di insicurezza alimentare già dall’età di cinque anni oppure quei bambini che soffrono di insicurezza alimentare cronica, ossia mancanza di alimenti sufficienti e nutrienti per tutta l’età dell’infanzia e dell’adolescenza.
Lo studio mostra anche che l’influenza dell’insicurezza alimentare non è universale nel corso dell’infanzia. Ad esempio insicurezza alimentare che sorge già dai primi anni di età, ossia dai 4-5 anni, può letteralmente interrompere la costruzione di abilità di base come la lettura e la conoscenza delle parole, competenze fondamentali che si acquisiscono durante i primi anni di età.

Elisabetta Aurino, ricercatrice dell’Imperial College che ha portato avanti lo studio insieme ai colleghi Sukumar Vellakkal (BITS Pilani, Goa) e Jasmine Fledderjohann (Lancaster University), dichiara: “Questi effetti sono al di sopra e al di là di fattori come la scolarizzazione stessa, la nutrizione e le caratteristiche individuali dei bambini, perché abbiamo fornito spiegazioni alternative potenziali nei nostri modelli.”

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