Intanto in India si diffonde la “febbre del pomodoro” secondo studio su Lancet

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È emersa da pochi mesi nello Stato del Kerala, in India, la cosiddetta “febbre del pomodoro”, come spiega uno nuovo studio pubblicato sulla rivista Lancet, e sembra riguardare soprattutto i bambini con un’età inferiore ai cinque anni. La malattia è stata identificata alcuni mesi fa.[1] Secondo alcuni scienziati indiani, tuttavia, si tratterebbe non di un nuovo virus ma della malattia mano-piede-bocca (HFMD o Hand foot and mouth disease ), un’infezione virale relativamente lieve che riguarda soprattutto i bambini.[3]

Fondamentale isolare gli infetti

Circa 82 dei pazienti che hanno contratto il virus hanno un’età inferiore ai cinque anni e si trovano tutti nello stato del Kerala, situato nell’India meridionale. La “tomato flu”, come la chiamano i ricercatori nello stesso studio pubblicato su Lancet il 17 agosto, ha già destato le preoccupazioni del ministero della salute indiano che ha trasmesso le prime raccomandazioni ai vari governi degli Stati per la prevenzione e il contrasto alla diffusione. Secondo quanto riferiscono i ricercatori, è fondamentale isolare gli infetti, sia quelli confermati che quelli sospetti, e prendere tutte le misure precauzionali affinché il focolaio non diventi un’epidemia e non si diffonda in altre zone dell’India. I consigli che forniscono i ricercatori si rifanno soprattutto al mantenimento di una corretta igiene e di una corretta sanificazione degli ambienti.[1]

Origine dell’influenza del pomodoro

Secondo i ricercatori l’influenza del pomodoro potrebbe derivare da una variante della cosiddetta “malattia virale della mano”, una forma di afta epizootica che colpisce soprattutto i bambini e gli adulti immunocompromessi. Nonostante i sintomi siano simili, l’infezione non sembra essere collegata a quella procurata dal virus SARS-CoV-2 che ha innescato la pandemia di COVID-19. Potrebbe però essere, secondo i ricercatori, un effetto collaterale della febbre chikungunya o della febbre dengue nei bambini e non una infezione procurata da un altro virus. Attualmente non esiste nessun farmaco per curare l’influenza del pomodoro. È stata individuata per la prima volta il 6 maggio 2022 nel distretto di Kollam del Kerala mentre al 26 luglio erano più di 80 i bambini con un’età inferiore ai cinque anni infettati.[1]

Sintomi della febbre del pomodoro

I sintomi sono simili a quelli della chikungunya, una malattia febbrile il cui virus viene di solito trasmesso dalla puntura delle zanzare: febbre alta, erezioni cutanee e dolore alle articolazioni molto intenso. Il nome che riconduce all’ortaggio lo si deve per il colore rosso delle vesciche che produce, vesciche che possono essere molto dolorose e che possono diventare relativamente grandi, fino a raggiungere le dimensioni di un pomodoro, appunto. I ricercatori spiegano che queste vesciche somigliano a quelle provocate dal virus del vaiolo delle scimmie. Tra gli altri sintomi ci sono l’affaticamento, il vomito, la nausea, la diarrea, la disidratazione, la febbre, dolori muscolari e gonfiori alle articolazioni e sintomi simil-influenzali. I ricercatori consigliano, per le persone rimaste infette, isolamento, riposo, assunzione di molti liquidi e una spugna con acqua calda per alleviare il dolore delle vesciche e delle eruzioni sulla pelle. Infine, spiegano i ricercatori, potrebbero essere necessarie terapie di supporto con paracetamolo per gestire in particolare la febbre e i dolori ai muscoli.[1]

Note e approfondimenti

  1. Tomato flu outbreak in India – The Lancet Respiratory Medicine (DOI: 10.1016/S2213-2600(22)00300-9)
  2. Tomato fever – Wikipedia in inglese
  3. Common childhood bug ‘hyped up as tomato flu’ – Asia & Pacific

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