Integratori di omega-3 non sempre utili se contengono una particolare combinazione

Credito: Manuel de la Fuente, Pixabay, 4955544

Si sa che gli omega-3 possono rivelarsi molto utili per tenere a bada il colesterolo che per far sì che la salute cardiovascolare non degeneri. Questi acidi grassi essenziali possono essere trovati in diversi pesci grassi tra cui il salmone e lo sgombro ma possono essere assunti direttamente anche tramite integratori. Questi ultimi, come riferisce un comunicato dell’Intermountain Medical Center, un istituto di ricerca di Salt Lake City,[1] Di solito hanno al loro interno un misto di due acidi, l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA).

I ricercatori dell’istituto americano hanno condotto uno studio proprio su questi due acidi confermando il valore positivo dell’EPA. In particolare i ricercatori hanno scoperto che livelli più alti nel sangue di EPA possono ridurre il rischio di eventi cardiaci maggiori e di morte. Gli stessi ricercatori, però, hanno anche scoperto che il DHA può assumere un ruolo di attenuatore dei benefici forniti dall’EPA nei confronti del sistema cardiovascolare. In particolare hanno scoperto che livelli più alti di DHA, nei confronti di qualsiasi livello di EPA, portava ad un peggioramento.[1]

I ricercatori hanno eseguito il proprio studio analizzando i dati relativi ai campioni di sangue di quasi 1000 soggetti seguiti poi per 10 anni. I risultati dello studio sono stati presentati alla conferenza scientifica dell’American College of Cardiology del 2021 il 17 maggio.[1]
Secondo Viet T. Le, ricercatore presso l’Intermountain e autore principale dello studio, si tratta di risultati che suggeriscono che non tutti i vari acidi grassi omega-3 sono uguali in termini di effetti che possono avere sul corpo umano. Questi stessi risultati, secondo i ricercatori, mostrano in particolare che l’acido eicosapentaenoico e l’acido docosaesaenoico combinati insieme (e lo sono spesso negli integratori di omega-3) possono in effetti annullare i benefici classici degli stessi omega-3 o perlomeno i benefici che chi usa questi integratori intende avere.[1]

Lo stesso ricercatore assicura comunque che mangiare cibi particolarmente ricchi di omega-3 risulta ancora consigliabile mentre forse non risulta particolarmente raccomandabile assumerli sotto forma di integratori, in particolare quando questi presentano una combinazione di EPA + DHA. Lo stesso ricercatore aggiunge: “I nostri dati aggiungono ulteriore forza ai risultati del recente studio REDUCE-IT (2018) secondo cui i prodotti soggetti a prescrizione esclusivamente EPA riducono gli eventi di malattie cardiache”.[1]

Note e approfondimenti

  1. New study finds combination of Omega-3s in popular supplements may blunt heart benefits | EurekAlert! Science News (IA)

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