Intelligenza artificiale e satelliti per prevedere eruzioni vulcaniche

Anche sul fronte della vulcanologia ricercatori e scienziati stanno facendo ricorso all’intelligenza artificiale per prevedere, o quantomeno rilevare in tempo, le eruzioni dei vulcani.
Considerando che sono più di 800 milioni le persone che vivono a ridosso di vulcani attivi, ricerche del genere assumono una certa importanza, come descritto in un nuovo articolo sul sito del National Geographic.

L’articolo prende in considerazione in particolare l’utilizzo delle immagini satellitari per prevenire le eruzioni in seno al progetto MOUNTS (Monitoring Unrest from Space).
Questo progetto monitora attualmente 18 vulcani attivi, tra cui anche l’Etna, e lo fa analizzando le immagini satellitari.
I set di dati forniti dai satelliti sono però così ampi e corposi, e vengono aggiornati pressoché quotidianamente, che non è possibile eseguire controlli manuali e bisogna far ricorso ad algoritmi eseguire computer.

Le immagini riprendono anche i più piccoli cambiamenti relativi alla deformazione del terreno nei pressi di vulcani.
Proprio per rendere più efficiente la fase di “controllo” i ricercatori hanno sviluppato reti neurali artificiali, una tipologia di intelligenza artificiale, per rilevare in maniera automatica gli eventi di deformazione del terreno importanti, segnali che lasciano intendere che il magma stesso si sta muovendo sotto il terreno.

In sostanza i ricercatori, come riferisce Andreas Ley, un ricercatore dell’Università tecnica di Berlino impegnato nel progetto MOUNTS, non vogliono monitorare continuamente i vulcani, vogliono che i computer riferiscano quando sta succedendo qualcosa di interessante.

Il sistema è stato già in grado di rilevare segnali anticipatori di diverse eruzioni. Il mese scorso, per esempio, ha rilevato una deformazione del terreno collegata ad un’evoluzione poi avvenuta nell’Isola della Reunion riguardante il vulcano Piton de la Fournaise.
In quest’occasione il sistema stesso ha inviato e-mail automatiche non solo ai ricercatori ma anche agli utenti che si erano registrati all’apposito sito Web per ottenere gli aggiornamenti. Gli stessi dati sono accessibili on-line liberamente.

Tuttavia le deformazioni del terreno rilevabili dai satelliti non coprono tutte le situazioni e proprio per questo i ricercatori hanno deciso di integrare questi importanti dati con altri dati altrettanto importanti come quelli relativi alle emissioni di gas nei pressi del cono e agli aumenti di temperatura del vulcano o della zona intorno ad esso. Questi dati vengono raccolti naturalmente tramite sensori a terra. Ora, con tutti questi dati, è possibile lavorare ad algoritmi basati sull’apprendimento automatico per prevedere con sempre più efficienza le eruzioni.

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