Intelligenza artificiale minaccia per l’umanità? No secondo teoria quantistica

I vari campi in cui è in grado di operare autonomamente l’intelligenza artificiale, ed il suo rapido sviluppo, da sempre sollevano dubbi e preoccupazioni sul destino dell’umanità. L’IA supererà la coscienza umana? Le sue capacità saranno tali da spazzarci via dalla Terra, perché ritenuti degli ostacoli ai suoi obiettivi?
L’argomento è stato discusso in un nuovo articolo proposto su The Conversation.

La teoria quantistica smentisce queste ipotesi, dimostrando che l’intelligenza è un concetto complesso. L’uomo si distingue dalle altre specie perché ha un’ottima capacità di risoluzione dei problemi, perché sa pianificare e perfino anticipare il futuro.
Ma una macchina potrebbe fare altrettanto, o addirittura superare questo livello e diventare una minaccia?

Intelligenza Artificiale e teoria quantistica: l’universo casuale

La teoria quantistica pone dei limiti molto restrittivi sulla possibilità di un’Intelligenza Artificiale in fuga. Descrive un Universo caotico e casuale, imprevedibile ed instabile. Per comprendere meglio il concetto, è sufficiente immaginare la reazione di elementi chimici instabili in una sostanza. Subiscono un decadimento radioattivo di cui è possibile solo stimarne il tempo, ma non si può conoscere con esattezza quando ogni singolo atomo perderà energia.

Parimenti non è possibile conoscere la velocità e la posizione di una particella ma solo una delle due caratteristiche alla volta: ciò dimostra che ci troviamo in un universo fondamentalmente caotico, instabile e, per quel che ne conosciamo, assolutamente imprevedibile.
Ciò significa che qualsiasi tipo di intelligenza crescente, ad un certo punto, incontrerà un ostacolo, un limite che di conseguenza non consentirà di migliorare e formulare delle previsioni sul futuro.

Seguendo dunque la teoria quantistica, il rischio che l’IA possa subentrare agli uomini è pressoché nullo. Sicuramente, credere che la natura dell’Universo sia in grado di impedire un’escalation dell’Intelligenza Artificiale è molto confortante, ma bisogna tenere in considerazione anche un punto di vista alternativo, come spiega Mauro Vallati, ricercatore italiano dell’Università di Huddersfield ed autore dell’articolo.

Variabili nascoste einsteiniane

Secondo Albert Einstein, infatti, la teoria quantistica dà una descrizione incompleta dell’Universo. Lo scienziato sosteneva che esistono delle variabili nascoste che l’uomo non è ancora in grado di comprendere, perché magari le capacità cognitive e di ragionamento sono troppo limitate. Tuttavia, queste variabili, per Einstein, rappresentano la risposta per determinare gli eventi futuri.
Questa considerazione potrebbe rovesciare la teoria precedente, ipotizzando che un’intelligenza superiore ed avanzata possa essere in grado di scovare le variabili nascoste e comprendere perfettamente la natura instabile ed imprevedibile dell’Universo.

Intelligenza artificiale ristretta

A livello pratico è poco plausibile, almeno per ora, in quanto attualmente l’Intelligenza Artificiale è limitata. I progressi registrati negli ultimi decenni, infatti, riguardano lo svolgimento di compiti ben precisi, in grado di aiutare l’uomo nella quotidianità (guidare un’auto in sicurezza, mediante l’ausilio di fotocellule e telecamere oppure giocare a scacchi studiando una strategia attraverso algoritmi, per battere l’avversario).
Quest’intelligenza, definita ristretta o debole, può superare l’uomo solo nei campi per cui è stata progettata, ma chiaramente non può emulare perfettamente il ragionamento umano né rispondere con successo a più compiti diversi (si tratterebbe altrimenti di un’IA generale).

Intelligenza artificiale forte: eventualità da non escludere

Tuttavia, considerato che secondo Einstein l’intelligenza umana è ancora limitata, non si possono escludere completamente tutte le eventualità. Attualmente, l’essere umano progetta e realizza, avendo un pieno controllo sull’Intelligenza Artificiale.
Mediante il riconoscimento vocale, ad esempio, è possibile far svolgere a dispositivi computerizzati azioni utili in casa, come l’accensione e lo spegnimento dell’illuminazione e degli elettrodomestici.
Le macchine intelligenti sono capaci di trasportare oggetti, riconoscere eventuali pericoli, sostituire l’uomo in alcune attività lavorative pesanti.

Non siamo in grado di prevedere il futuro, ma è meglio giocare sul sicuro. Bisogna lavorare duramente per garantire all’umanità un’Intelligenza Artificiale che funga da supporto, che sia benefica per adulti, bambini, disabili ed anziani e che non rappresenti, invece, una seria minaccia.

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