Intelligenza artificiale può diagnosticare disturbo da stress post-traumatico analizzando voce

In uno studio pubblicato su Depression and Anxiety uno gruppo di scienziati dichiara che tramite un programma per computer che analizza le voci dei pazienti è possibile diagnosticare il disturbo da stress post-traumatico (PTSD), un disturbo che spesso caratterizza i veterani di guerra e i militari.
Secondo i primi test, l’accuratezza sarebbe dell’89%.

Secondo Charles R. Marmar, presidente del Dipartimento di Psichiatria presso la NYU School of Medicine ed uno degli autori dello studio, con un ulteriore perfezionamento del software, quest’ultimo potrebbe essere agevolmente impiegato nelle cliniche del futuro per velocizzare le diagnosi e per renderle più precise.

Ad oggi la diagnosi di PTSD viene eseguita tramite colloqui clinici con i pazienti, più raramente supportata da autovalutazione. Si tratta di metodi inclini a pregiudizi o a errori di natura umana. Proprio per questo diverse ricerche in passato si sono concentrate sullo sviluppo di marcatori attivi, dichiaratamente misurabili, per attestare la presenza di PTSD, ma gli sforzi sono stati vani.

In questo nuovo studio viene presentato un software basato su una particolare tecnologia di apprendimento statistico/automatico denominata random forests.
Tale software apprende e classifica gli individui sulla base di esempi. In base a questi ultimi costituiscono delle regole “decisionali” e dei modelli matematici grazie ai quali, man mano che aumentano le quantità di dati che i ricercatori danno in pasto al software stesso, possono prendere decisioni con un buon grado di accuratezza, a volte comparabile con quella umana.

Per creare questi dati da dare in pasto all’algoritmo i ricercatori hanno intervistato 53 veterani dell’Iraq e dell’Afghanistan a cui era stata diagnosticato il PTSD e 78 veterani senza PTSD. In base ai dati relativi alle registrazioni delle interviste e utilizzando un particolare software vocale, hanno prodotto un totale di 40.526 funzioni vocali grazie ai quali il software ha creato degli schemi e dei modelli che permettevano di comprendere caratteristiche vocali specifiche dei pazienti affetti da PTSD.

Secondo i ricercatori, infatti, gli eventi traumatici oltre a cambiare psicologicamente una persona cambiano anche il tono muscolare, cosa che a sua volta influenza la voce.
“Il software analizza le parole – in combinazione con frequenza, ritmo, tono e caratteristiche articolatorie del parlato – per dedurre lo stato di chi parla, tra cui emozione, sentimento, cognizione, salute, salute mentale e qualità della comunicazione”, dichiara Dimitra Vergyri, ricercatrice di SRI International, l’azienda produttrice del software vocale che i ricercatori hanno utilizzato.

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