Intelligenza artificiale sempre più utilizzata nelle prigioni cinesi

L’intelligenza artificiale sta coinvolgendo anche lo sviluppo e il mantenimento delle prigioni, almeno per quanto riguarda la Cina. Sia quest’ultima che Hong Kong, infatti, hanno recentemente annunciato di stare sviluppando nuove tecnologie di intelligenza artificiale per monitorare i detenuti 24 ore su 24.

Il monitoraggio avverrebbe tramite dei braccialetti intelligenti che tengono sotto controllo costantemente la posizione del detenuto e la sua frequenza cardiaca. Quest’ultima serve soprattutto per identificare eventuali comportamenti anormali, come violenza tra i detenuti stessi o autolesionismo.

Inoltre sono stati annunciati anche speciali strutture robotiche che dovranno ricercare eventuali droghe e sostanze vietate nelle feci dei detenuti.
A queste tipologie di controllo si affiancano, naturalmente, sistemi di videosorveglianza in rete sempre più complicati ed estesi i quali utilizzeranno a loro volta speciali software di intelligenza artificiale per identificare comportamenti anormali.

Una delle prigioni situate nella Cina continentale dove questi test stanno avvenendo è quella di Yancheng. All’interno di questo carcere si tengono sotto monitoraggio i detenuti di alto profilo in tempo reale tramite vari sensori e telecamere poste anche nella cella.
Tutti questi dati vengono raccolti in un server centrale che, proprio grazie ai software di intelligenza artificiale, sa riconoscere eventuali comportamenti anomali e questo 24 ore su 24.
Alla fine della giornata genera poi un rapporto completo includendo le analisi comportamentali su ogni detenuto.

Tra l’altro, come afferma una dipendente di Tiandy Technologies, una delle società tecnologie di sorveglianza che stanno contribuendo a questi cambiamenti nelle prigioni di Hong Kong, queste nuove tecnologie serviranno anche ad identificare eventuali comportamenti non etici o irregolari dei secondini, come ad esempio l’accettazione di tangenti o violenze non giustificate.

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