Intelligenza artificiale usata per velocizzare lavoro dei genealogisti

Una piccola sezione delle relazioni parentali analizzate tramite l'algoritmo AncestryAI (credito: Eric Malmi)

Un algoritmo sviluppato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Aalto può aiutare enormemente il lavoro dei genealogisti, come sottolineato anche da Eric Malmi, studente di dottorato che attualmente lavora per Google a Zurigo, uno degli sviluppatori.

Per comprendere le potenzialità della sempre più grande forza computazionale degli odierni e soprattutto dei futuri computer, ma in generale dell’intelligenza artificiale, basti dire che ci vorrebbero 100 anni per un genealogista per mappare e trovare tutti i genitori di 5 milioni di persone, una cosa che con l’algoritmo AncestryAI può essere fatta in circa un’ora di lavoro, utilizzando 50 computer in parallelo e con una percentuale di successo del 65%.

Il software, lanciato nel 2017, aiuta i genealogisti a trovare nuovi antenati andando a controllare tutti i legami familiari.
Al momento, viene utilizzato per derivare le relazioni genealogiche per le persone che morirono nella guerra civile finlandese nel 1918, qualcosa di molto utile per i numerosi orfani di guerra dell’epoca.

Il segreto sta nella relativa facilità con cui l’algoritmo riesce ad esaminare enormi quantità di dati, qualcosa che può aiutare i genealogisti anche ad analizzare i cambiamenti sociali sui lunghi periodi.
Ad esempio è stato possibile dimostrare che le divisioni per quanto riguarda le classi sociali in Finlandia sono rimaste sostanzialmente invariate tra il 1735 e il 1885.

Come spiega ancora lo stesso Malmi: “Abbiamo studiato l’effetto dello status socio-economico sulla scelta del coniuge e abbiamo scoperto che sono chiaramente connessi. Contro le nostre aspettative, tuttavia, la forza della connessione non è diminuita nel tempo, ma è rimasta la stessa”.

Fonti e approfondimenti



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