Intelligenza artificiale utile anche per valutare atrofia geografica e lesioni della retina

Retina centrale in un paziente con atrofia geografica (credito: Universitäts-Augenklinik Bonn)

L’intelligenza artificiale può essere di utilità anche per effettuare valutazioni precise della progressione dell’atrofia geografica. Quest’ultima è una malattia che coinvolge la retina dell’occhio provocata dalla degenerazione maculare senile (AMD).
Secondo quanto descrive un comunicato apparso sul sito dell’Università di Bonn, si tratterebbe di un approccio innovativo con il quale si possono individuare, in maniera del tutto automatica, le lesioni più importanti atrofiche tramite una visualizzazione tridimensionale della struttura della retina. I risultati del relativo studio sono stati pubblicati su JAMA Ophthalmology.

Attualmente non esistono trattamenti definibili come efficaci per l’atrofia geografica, una patologia che può portare alla cecità in quanto danneggia le cellule retiniche facendole morire.
Come specifica Frank G. Holz, uno degli autori dello studio, per quanto riguarda l’approccio alle terapie nei confronti di questa malattia ci si è concentrati soprattutto sulle lesioni più importanti provocate dalla stessa malattia ma i pazienti soffrono anche di altri sintomi. Tra questi ci sono una minore sensibilità alla luce, per esempio: “Preservare la microstruttura della retina al di fuori delle lesioni principali sarebbe quindi già un risultato importante, che potrebbe essere utilizzato per verificare l’efficacia dei futuri approcci terapeutici”, spiega Holz.

Questo studio, inoltre, mostra quanto la ricerca oftalmologica sia in grado sempre di più di acquisire quantità sempre più importanti di dati. Con quantità sempre più alte di dati e informazioni, il ricorso ai moderni algoritmi di intelligenza artificiale per estrapolare informazioni preziose si fa sempre più necessario.

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