Intestino artificiale per testare microbioma umano creato da ricercatori del MIT

Il prototipo di intestino artificiale ricreato dai ricercatori del Lincoln Laboratory del MIT (credito: Glen Cooper)

A riprova del fatto che il microbioma intestinale sta assumendo un rilievo sempre più grande nel settore scientifico e in quello biomedico, un gruppo di ricercatori del Lincoln Laboratory del MIT sta realizzando un nuovo progetto per creare quello che nel comunicato stampa viene definito come “l’intestino artificiale perfetto”.

Oggi, infatti, molti studi riguardo all’intestino e soprattutto riguardo ai trilioni di batteri in esso presenti non possono essere realizzati in quanto non è possibile eseguire test su un modello che assomigli alla controparte reale.
Le piattaforme artificiali che oggi imitano l’intestino umano, infatti, non sono accurate ed inoltre non sono per nulla economiche. Ciò significa che molti laboratori non possono permettersele.

I ricercatori del MIT stanno tentando uno nuovo percorso: proveranno ad imitare, almeno in parte, la grossa complessità dell’intestino umano comprese tutte quelle condizioni che devono essere presenti per mantenere vivi e per testare i campioni di batteri.
Coltivare un campione di microbioma e mantenerlo vivo in laboratorio è un’impresa ra che finora non è riuscita ancora a nessuno, come ricorda David Walsh del Biological and Chemical Technologies Group, uno degli scienziati a capo del team.

Per il momento hanno già realizzato una piattaforma fatta di gomma siliconica permeabile con varie parti fatte di altre tipologie di plastiche, tra cui il polistirolo, plastiche tutte relativamente economiche e che possono essere costruite facilmente.
Alla base della piattaforma ci sono componenti che controllano l’immissione dell’ossigeno e altri che controllano il muco, un altro elemento essenziale che consente la crescita dei batteri nell’intestino.

“Il sistema finale ci consentirà di affrontare i problemi del mondo reale”, assicura lo stesso Walsh il quale lascia intendere che grazie a questo nuovo sistema nuovi passi avanti potrebbero essere fatti anche per quanto riguarda la comprensione del forte collegamento che c’è tra l’intestino stesso e il cervello.

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Disclaimer medico

Notizie scientifiche.it è un sito di notizie, non di consigli medici. Leggi anche il nostro disclaimer medico.

Dati articolo


Resta aggiornato su Facebook