Ipotesi della simulazione, Virk insiste: e se in questo immenso videogioco fossimo solo personaggi non giocanti?

Personaggi non giocanti che popolano il mondo del videogioco Cyberpunk 2077

Rizwan Virk, lo scienziato informatico e progettista di videogiochi, nonché autore del libro The Simulation Hypothesis, di cui abbiamo parlato qualche giorno fa, insiste riguardo alla teoria secondo cui tutto ciò che vediamo e tutto il nostro cosmo potrebbero essere frutto di una simulazione, forse messa in atto da una civiltà più avanzata di noi, finanche da nostri posteri in un lontano futuro.

Virk insiste su questa tesi e, in una nuova intervista a Vox, rilascia nuove, interessanti dichiarazioni (vedi il link più sotto). In particolare si sofferma su quello che, secondo lui, dovrebbe essere il particolare più importante da tenere di conto se una ipotesi del genere fosse vera: in questa simulazione, simile ad un immenso e complicatissimo videogioco, siamo NPC (non-player characters, personaggi non giocanti) o PC (player characters, personaggi dei giocatori)?

Qualora fossimo personaggi dei giocatori, secondo lo scienziato, significherebbe solo che stiamo interpretando un personaggio all’interno del “videogioco della vita”, sostanzialmente una grande simulazione.
L’ipotesi più spaventosa è però quella che sorge rispondendo a questa domanda: che succede se siamo dei personaggi non giocanti, ossia entità poste nell’ambiente simulato solo per rendere questo più realistico? Le conseguenze, in questo caso, sarebbero più complicate e a tratti spaventose, come dichiarato dallo stesso Virk.

Significherebbe che noi, come esseri umani, saremmo solo degli “oggetti” posti in un mondo fittizio programmati solo per renderlo un po’ più popolato.
E, se la simulazione riguardasse solo la Terra, sul nostro pianeta potrebbe esistere un solo personaggio giocante rappresentato da un singolo essere umano a fronte di 7 miliardi di personaggi non giocanti. O magari, nel caso si trattasse di un gioco multiplayer, i personaggi giocanti sarebbero rappresentati solo da un gruppo di esseri umani gestiti da qualcuno che gioca “dietro le quinte”.

Secondo lo stesso Virk non bisognerà poi aspettare molto per rispondere a domande che oggi sembrano così fuori dalla realtà: la sua ipotesi è che in un lasso di tempo che andrà tra pochi decenni a 100 anni da ora, noi esseri umani raggiungeremo il “punto di simulazione”, ossia il punto in cui il nostro avanzamento tecnologico ci permetterà di creare una simulazione del genere.

Fonti e approfondimenti

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