Kaku: intelligenza artificiale e “big data” genetici permetteranno immortalità

Alcune dichiarazioni sono state rilasciate dallo scienziato Michio Kaku nel corso di un’intervista su YouTube con Lex Fridman. Kaku, fisico teorico nonché professore del City college di New York, ha già diverse volte rilasciato in passato dichiarazioni riguardanti il progresso tecnologico umano che, soprattutto per quanto riguarda il progresso nel campo medico e genetico, potrebbe portare ad una sorta di immortalità o comunque di un allungamento notevole della durata delle nostre vite.

Anche in questo caso lo scienziato conferma il suo pensiero: il progresso nel campo dell’intelligenza artificiale sarà la chiave per l’immortalità genetica nel corso dei prossimi decenni. In un futuro neanche troppo lontano ognuno avrà accesso al proprio codice genetico e quindi avremo a disposizione miliardi di genomi di persone anziane e di persone giovani.
A quel punto, con un quantitativo di dati del genere, semplicemente enorme, un algoritmo di intelligenza artificiale come il ma, chine learning potrebbe riconoscere particolari pattern per cercare quei geni particolarmente legati all’avanzamento dell’età. In altre parole, secondo lo scienziato, grazie all’intelligenza artificiale e ai “big data” in campo medico e genetico si potrà avere accesso alla cosiddetta “fonte della giovinezza” che imperatori, re e regine hanno sempre cercato, inutilmente, in passato.

Grazie all’intelligenza artificiale sapremo con precisione quali sono quei geni che provocano l’invecchiamento e l’accumulo di errori genetici, cosa che rallenta le funzionalità delle cellule, le fa diventare senescenti e alla fine le fa morire, cosa che a sua volta provoca l’invecchiamento.
Come spiega lo scienziato, gli esseri umani muoiono a causa dell’accumulo di errori nel genoma e nelle attività cellulari ma se in futuro si fosse in grado di correggere questi errori genetici, dopo averli naturalmente individuati con precisione, con tecnologie quali CRISPR e forse tecnologie simili ancora più avanzate, probabilmente si potrebbe vivere per sempre.

Secondo Kaku già i nostri nipoti avranno la possibilità di raggiungere i trent’anni e poi fermare il proprio profilo genetico intorno a questa età in modo da vivere per sempre e al contempo avere la disponibilità di un corpo giovane e sano.
Oggi la morte influenza ogni singolo aspetto della nostra vita, fin dall’infanzia. Già da piccoli le scuole per poi andare all’università o lanciarci nel mondo del lavoro cercando di ottenere i nostri obiettivi il più presto possibile perché sappiamo che primo poi la vecchiaia arriverà e quando arriverà non ci saranno molte possibilità per continuare a lavorare efficientemente o anche solo per ottenere una buona pensione onde morire con più tranquillità.
Tutti questi pensieri, a livello inconscio, influenzano ogni aspetto della nostra esistenza che è come un orologio che ticchetta di continuo dandoci il senso di urgenza delle nostre vite. La tecnologia potrebbe invertire la rotta.

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo

Resta aggiornato su Facebook