Kepler-186f, esopianeta a 500 anni luce di distanza, ha un clima molto simile alla Terra

Rappresentazione artistica di Kepler-62f (credito: NASA Ames/JPL-Caltech/T. Pyle)

Kepler-186 f è un esopianeta distante circa 500 anni luce che viene studiato già da qualche anno in quanto ritenuto molto simile alla Terra: è un pianeta più o meno grande quanto il nostro che si trova nella zona abitabile della sua stella.La sua scoperta fu annunciata in via ufficiale nell’aprile del 2014.

Ora un nuovo studio, prodotto dal Georgia Institute of Technology, ci dà ulteriori conferme riguardo a queste somiglianze. Questa nuova ricerca ha analizzato in particolare le dinamiche relative agli assi di rotazione dell’esopianeta, sostanzialmente quanto esso si inclina sul proprio asse e come questo angolo di inclinazione va ad evolversi nel tempo. Si tratta di un fattore importante perché questo tipo di angolazione influisce molto sul clima globale del pianeta, come avviene sulla Terra, dando il via alle stagioni e alle fasi climatiche.

Il nuovo studio suggerisce che Kepler-186f risulta in tal senso molto stabile e che proprio per questo probabilmente vanta delle stagioni regolari e un clima relativamente stabile, proprio come il nostro pianeta.
Inoltre, con la stessa metodologia di analisi (in sostanza simulazioni computerizzate sui dati già presenti), la stessa squadra di ricercatori ritiene che un altro esopianeta, Kepler-62f, questo lontano 1200 anni luce, possa essere anch’esso in tal senso molto simile alla Terra.

Secondo Gongjie Li, ricercatrice del GIT e autrice della ricerca questo studio è “tra i primi a studiare la stabilità climatica degli esopianeti e contribuisce alla crescente comprensione di questi mondi potenzialmente abitabili”.
Yutong Shan, studente di Harvard che ha collaborato alla ricerca, riferisce: “Non credo che capiamo abbastanza l’origine della vita per escludere la possibilità della loro presenza su pianeti con stagioni irregolari. Anche sulla Terra, la vita è notevolmente diversa e ha mostrato un’incredibile capacità di recupero in ambienti straordinariamente ostili. Ma un pianeta climaticamente stabile potrebbe essere un posto più comodo per iniziare.”

Fonti e approfondimenti



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