Gli arancini di Montalbano è una raccolta di racconti di Andrea Camilleri incentrata sulle indagini del commissario Montalbano nella fittizia città siciliana di Vigàta.
Di cosa si tratta
Questa raccolta contiene venti racconti che si dipanano in una sequenza piena di colpi di scena imprevedibili e complicazioni drammatiche. Le storie ruotano attorno alla logica eccentrica e agli eventi peculiari di Vigàta, dove tutto è sfuggente e bizzarro. Personaggi come Montalbano, che decifra dettagli trascurati come una mosca catturata durante un processo, e il comicamente ingenuo Catarella, che risolve inaspettatamente un caso, arricchiscono la narrazione. La raccolta fonde umorismo e suspense mentre Montalbano naviga tra le assurdità del suo ambiente, spesso attingendo alla sua conoscenza e intuizione per risolvere casi intricati.
Le storie si addentrano anche nelle interazioni di Montalbano con altri personaggi, tra cui un riferimento semiologico a Roland Barthes, scambiato per un criminologo dall’ottuso capo della polizia. Lo stile narrativo è intriso di un mix di dialetti italiani e siciliani, che esalta l’autenticità e il sapore locale delle storie. La raccolta si conclude con Montalbano che si concede un sontuoso pasto di Capodanno, catturando la sensualità e la passione della cucina siciliana.
«Venti racconti si dispiegano l’un dietro l’altro: in un crescendo di estri imprevedibili, e di complicazioni drammatiche, secondo un disegno di inesausto diletto che in ogni singola trama si disvela con la levità e la sottigliezza di un giocar di scene «stramme» dentro l’unità di luogo dell’arena vigatese, non senza tuttavia una qualche malinconica trasferta del primo attore. Tutto è elusivo a Vigàta, e stravagante. Vi predomina una logica che sembra sgangherata. Una coppia di vecchi attori prova la scena estrema della propria morte, a turno sul letto e sulla sedia della veglia. Una congiura di scippatori tenderebbe «alla desertificazione delle chiese», sparando a salve, di buon mattino, su vecchiette insonni o su bigotte che corrono alla prima messa. Del complotto comunista è convinto l’ottuso cronista di «Televigàta». E Montalbano, per spiegare al questore Bonetti-Alderighi la non «valenza tragica» degli attentati, fa ricorso alla semiologia di Roland Barthes fatto passare per «criminologo francese». L’ignoranza fantastica del questore è riluttante. Non si lascia persuadere da quel «Marthes», come lui lo chiama. L’innocenza fragorosamente rustica e la logica scompaginata di Catarella danno prove strabilianti. Il centralinista vuole essere coinvolto nelle indagini. A Vigàta è stata uccisa una prostituta vecchia. Catarella ha visto un telefilm su un tale che, per vendicarsi della madre malafemmina, è diventato un serial killer di prostitute. E si convince d’avere risolto il caso. Entra nell’ufficio di Montalbano. Chiude a chiave la porta dietro di sé. Ha un’« ariata» di segreto cospiratore. Spara: l’omicida è «un clienti della bottana che è figliu di bottana». Eppure un caso lo risolve davvero. E lui a scoprire il «porco maiale» che si è approfittato di una povera giovane mentalmente instabile. Montalbano è un esperto di quei geroglifici che sono i particolari minuti, da tutti trascurati, una mosca, per esempio, presa in pugno da un imputato durante il processo. Lui è il solo che sa decifrarli. Gli piacciono «assà» i ‘Racconti di Pietroburgo’ di Gogol’, con la loro immaginativa. E visionariamente gogoliana è la telefonata che Montalbano fa al suo autore, per proibirgli di destinargli storie truculente. Il commissario arriva a farsi scrittore di frodo. Entra in due racconti di Camilleri e, dentro le tracce avviate, si scrive da solo, in forma di lettere, le relazioni di due sue indagini: fra l’altro condotte a distanza, basandosi solo sulla scienza della deduzione e dell’analisi. Montalbano merita alla fine, dopo una serie di virtuosi trucchi, di festeggiare il capodanno alla mensa pingue della cameriera Adelina: abbandonandosi alla ghiottoneria languorosa e sensuale di un eccelso mangiatore di arancini. La raccolta “Gli arancini di Montalbano” è stata pubblicata la prima volta dalla Mondadori, nel 1999.» (Salvatore Silvano Nigro). Un utente in una recensione dice: “Madame Bovary c’est moi”. Cinque stelle fisse per le opere del compianto Maestro Camilleri: non sono degno di dare neanche una punta di stellina in meno a questa raccolta di racconti che si porta, splendidamente, un quarto di secolo di età. Per quanto mi riguarda mi ha riportato indietro nel tempo a quaranta anni fa, quando fui trasferito, dal profondo Nord, a prestare servizio in Sicilia: a quei tempi, poco prima dell’omicidio del Prefetto Dalla Chiesa, non ci voleva andare nessuno nel profondo Sud, come si diceva, testualmente, al tempo delle Legioni nella Roma antica, a “prestar gratuito e disonorato servizio”. Lo ricordo oggi con commozione e nostalgia, fu una bella avventura per me che mai avevo messo piede in Sicilia, se non con la fantasia, leggendo Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, Il giorno della civetta di Sciascia e guardando gli omonimi, indimenticabili film tratti dai libri. Nel libro ho ritrovato l’italiano sicilianizzato che tutti, a ogni livello della società, parlavano e che, miracolosamente, dopo qualche tempo, capivamo anche noi…”continentali”, e, per la sua intraducibile, colorita espressività, involontariamente, finivamo col parlare: fenomeno linguistico a dir poco affascinante come i termini dialettali ti entrano in testa e, “MACARI”, non sapresti più renderli in lingua italiana, se non con un giro di parole che, finché le pensi e le dici, ti è evaporato il concetto e fuggito il momento. Il termine dialettale, invece, riesce a esprimere esattamente il contenuto emozionale profondo e il significato che si vuole comunicare, lo fa in modo straordinariamente sintetico, espressivo, preciso, addirittura assonante con l’immagine che si vuole dipingere all’interlocutore/lettore: un capolavoro che riesce, persino, ad essere un miracolo musicale. La scrittura del Maestro è una sinfonia musicale in letteratura che vi farà innamorare della Sicilia anche se non ci avete mai messo piede. Fenomeno che si rinnova leggendo i libri nel Camilleri-linguaggio, la cui inequivoca traduzione, per i più esigenti lettori, può essere reperita in web, nel dizionarietto, a suo tempo, pubblicato dal Giornale di Sicilia. Le trame dei racconti, anche brevi, hanno il sapore, stupefacente e complesso, delle ricette siciliane e l’ineffabile essenza degli arabeschi: si rimane affascinati dai fili conduttori che si intrecciano, dipanano, avvolgono, proprio come un elegante arabesco, lasciandoti ammirato per la loro equilibrata armonia anche perché non sapresti raccontarli con un numero inferiore di parole. Ti chiedi, allora, ma come ha fatto questo grandissimo Autore a immaginarle e ordirle in linguaggio letterario infinitamente moderno, comprensibile
così cinematografico? Giustamente le serie televisive del commissario Montalbano hanno avuto, infatti, uno strepitoso successo di pubblico e critica: i libri da cui sono tratte sono letteratura, fatta e finita, ma anche vera e propria sceneggiatura cinematografica per realizzare, senza dover faticare troppo, un giallo classicissimo, all’italiana, senza ecatombe di morti ammazzati e scontri a fuoco multicalibro hollywoodiani. Il Male (con la maiuscola) ti viene incontro, ti prende alla gola e allo stomaco e Montalbano-Camilleri, con la tutta Sua umana comprensione per le miserie, umane pure quelle, ti trascina alla ricerca della Verità e della Giustizia, per puro amore della Verità e Giustizia, con le maiuscole. Giustizia sostanziale, non quella c.d. processuale, di cui Lui, sottilmente, garbatamente
sicilianamente e intimamente, diffida: leggete, uno per tutti in questa raccolta, “La revisione”
Assolutamente deliziosa, poi, la telefonata
a gettone, tra Montalbano e Camilleri, in “Montalbano si rifiuta”: telefonata a sé stesso, come si dice al Sud, “parlando a nuora perché suocera (ndri Suoi lettori e… critici) intenda”. Vendetta ferocemente ironica ma, sempre, tutta siciliana, di Montalbano-Camilleri. “Madame Bovary c’est moi” disse Gustave Flaubert. Caro, compiantissimo Maestro, chapeau!. Un utente in una recensione dice: Gli Arancini di Montalbano Il maestro Andrea Camilleri è una garanzia e le inchieste del Commissario Montalbano per chi ama i gialli. Una raccolta di 20 piccole inchieste del Commissario più famoso d’Italia. Un libro che ogni lettore e collezionista dei libri di Andrea Camilleri dovrebbe avere. Bellissimo ed appassionante come al solito.. Un utente in una recensione dice: Bellissimo Camilleri è sempre una garanzia. Bellissimi racconti con protagonista Montalbano.. Un utente in una recensione dice: Ottimo Consigliatissimo è un buon libro, consigliatissimo. Un utente in una recensione dice: Molti racconti Racconto di racconti della serie TV di Montalbano.. racconti avvincenti… Un utente in una recensione dice: Buon Libro Ho acquistato il libro per esami universitari. Quindi non faccio una recensione sul contenuto, ma più sulla qualità pratica del libro. Il libro è stato da me sottoposto a vari stress:) durante i mesi di preparazione dell’esame. In questo periodo è stato centinaia di volte aperto, sfogliato e risfoglito, sottolineato in più parti e via di seguito. Il libro ha ben retto a tutti i solleciti, e quindi per molti studenti è un buon prodotto se si ha l’intenzione di rivenderlo come seconda mano.. Un utente in una recensione dice: Buon libro, gran parte dei racconti nuovi (per me) Buon libro, gran parte dei racconti nuovi (per me). Un utente in una recensione dice: Gli arancini di Montalbano Dimensioni del libro mini Le recensioni migliori da altri paesi. Un utente in una recensione dice: Excelente elección para iniciarse en las novelas del Comisario Montalbano La serie de novelas y relatos cortos de Andrea Camilleri protagonizados por el Comisario Montalbano, hoy de gran popularidad, han sido traducidos a veinte idiomas y han ganado por derecho propio el ser clásicos de la novela policiaca. Su merecida popularidad se debe en gran parte al enorme éxito de las dos series televisivas: “Il Commissario Montalbano” y “Il giovane Montalbano”, difundidas en 80 países. “Los Arancini de Montalbano” es ideal para iniciarse en la lectura de esta serie de novelas, porque incluye 20 relatos cortos que abarcan distintas épocas de Montalbano, muchos de ellos reflejados en episodios de las dos series televisivas antes mencionadas. He preferido la lectura (y también el audio en la serie televisiva) en el idioma original, una mezcla de italiano y siciliano con transcripciones fonética a la manera de Camilleri, que reflejan el sonido de las voces y la pronunciación, a veces singular y a veces propia de los escenarios culturales y sociales de los personajes, dando al relato mucha vida y un sonido y color, a la vez muy naturales y muy especiales, que nos transporta al paisaje físico y humano del sur de Sicilia, muy vivo en los recuerdos del autor. No obstante traducciones son muy cuidadas.. Un utente in una recensione dice: Great If you want to practice a foreign language, nothing beats short stories. These are great. When you are done, get “Un Mese con Montalbano”, another collection of short stories by the same author.. Un utente in una recensione dice: I can’t recommend this book too highly to fans of the wonderful… I can’t recommend this book too highly to fans of the wonderful detective. 20 self-contained stories, mostly in the 10-20 page range, is an ideal introduction to Camilleri’s style for those of us attempting Montalbano outside the comfort zone of our native tongue. Followers of the RAI television adaptations will be familiar with many of the stories here: the collection was heavily plundered for the series, usually with two or three stories being interwoven into each episode – to fill the two-hour transmission slot and to match the style of the screenplays based on the full-length novels. Highlights for me? ‘Catarella risolve un caso,’ in which that great comic creation Agatino Catarella does indeed solve the case, with his slow-burning idiot savant wits seeing through inconsistencies in the evidence and putting Salvo on the right track. And the wonderful ‘Montalbano si rifiuta,’ a story that just gets darker and darker, to the point where even I was thinking, ‘Hey, steady on, Andrea, this is going it some!’ until I reached the glorious final page and realised I’d fallen into Andrea’s perfect trap. I chortled my way through dictionaries for about 10 minutes when I got there. Yes, Sicilian is a bit of an issue when it’s textbook Italian you’ve learned. But you do develop and ear and an eye for it. Even Camilleri’s rich mix of level – peasant Sicilian, educated Sicilian, invented Sicilian and pantomime Sicilian. But it is so worth the effort. And there are resources. Through Amazon you can pick up copies of Joseph Bellestri’s Basic Sicilian-English Dictionary, dating from the 1980s. More substantial is Giuseppe Biundi’s Sicilian-Italian Dictionary: yes, I know it dates from the 1850s, but after all most of the words in question are way older than that. And a group of Sicilians have put together a vocab list of Sicilianisms used by Camilleri, to explain them to Italians the other side of the Straits of Messina likely be unfamiliar with them. You can find it on http://www.vigata.org/dizionario/camilleri_linguaggio.html Oh, and don’t get caught out, as I have too often been, searching for 10+ minutes in dictionaries to find what a word means, only to read on and find Camilleri has added a full explanation.. Un utente in una recensione dice: Cool Prima, Bücher von Andrea Camilleri sind für mich super spannend und für die, die Sizilianische Sprache mächtig sind nur weiter zu empfehlen. Un utente in una recensione negativa dice: Buchschnitt verschmutzt Leider weist das zugestellte Taschenbuch am Buchschnitt deutliche Flecken auf. Außerdem werfen Buchdeckel und einige Seiten Wellen als wäre es zu feucht gelagert gewesen.


