La plastica? Ora può essere scomposta dai batteri dello stomaco delle mucche

Credito: NadineHerbst, Pixabay, 6369161

Un team di ricercatori dell’Università delle risorse naturali e delle scienze della vita di Vienna ha fatto una scoperta sorprendente in relazione alla possibilità di scomporre la plastica nei suoi componenti fondamentali, qualcosa che, notoriamente, non è molto facile da ottenere se non con grossi sprechi di energia. I ricercatori dell’istituto austriaco hanno scoperto una specie di batterio presente nello stomaco delle mucche che riesce a digerire alcune materie plastiche.
I ricercatori affermano chiaramente che questa scoperta potrebbe forse un giorno portare ad una nuova modalità di riduzione o riciclo della plastica per un mondo più sostenibile.

I ricercatori, come spiega Doris Ribitsch, una delle ricercatrici impegnate nello studio, già sospettavano che all’interno dello stomaco delle mucche potessero essere presenti batteri del genere in quanto era già noto che le mucche possono digerire alcuni poliesteri di natura vegetale.
Nel tentativo di capire se queste attività biologiche nell’intestino delle mucche potessero essere utilizzate anche per produrre un’idrolisi del poliestere, sostanzialmente la decomposizione della plastica, i ricercatori hanno prelevato campioni del liquido ruminale da un macello austriaco per testare i batteri presenti all’interno.
Hanno poi collocato in questo liquido tre tipologie di plastica: il polietilene tereftalato, il polibutilene adipato tereftalato, o PBAT, e il polietilene furanoato, un materiale plastico a base biologica fatto con risorse rinnovabili.

I ricercatori notavano che tutte le plastiche venivano scomposte dal liquido prelevato dallo stomaco della mucca. I materiali in polvere si scomponevano più rapidamente delle pellicole. Questo liquido ruminale ha colpito i ricercatori in quanto si rivelava molto efficace, di più rispetto ad altri esperimenti simili effettuati in passato. Così efficiente che, secondo i ricercatori, questi microbi potrebbero essere utilizzati, combinandoli con particolari enzimi, per scomporre la plastica in eccesso.
In effetti la quantità di rumine che si accumula quotidianamente nei macelli è molto grande, come fa notare la stessa Ribitsch. Attualmente, però, il costo relativo all’utilizzo di questo liquido o del prelievo di batteri da esso per scomporre la plastica è ancora improponibile ma la scoperta infonde ottime speranze riguardo a nuove possibilità di liberarci di questo materiale che sta inquinando tutto il mondo in varie forme.

Note e approfondimenti

  1. Microbes in cow stomach can break down plastic – Science & research news | Frontiers (IA)
  2. Frontiers | Together Is Better: The Rumen Microbial Community as Biological Toolbox for Degradation of Synthetic Polyesters | Bioengineering and Biotechnology (IA) (DOI: 10.3389/fbioe.2021.684459)

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