La Stazione Spaziale Internazionale si schianterà nell’Oceano Pacifico nel 2031

Credito: flflflflfl, Pixabay, ID: 2790107

Prima o poi la Stazione Spaziale Internazionale dovrà essere dismessa ma come avverrà esattamente la cessazione delle operazioni? La stazione spaziale non resterà a vagare in orbita intorno alla Terra, ad un certo punto dovrà schiantarsi in sicurezza. È quello che intende fare la NASA che, in nuovo comunicato, riferisce che la Stazione Spaziale Internazionale dovrebbe rimanere operativa almeno fino alla fine del 2030 dopodichè dovrebbe schiantarsi, eventualmente l’anno successivo, in sicurezza sul nostro pianeta.

ISS: progresso scientifico enorme per l’umanità

Secondo quanto riporta la nota della NASA, l’ISS dovrebbe schiantarsi in sicurezza in una remota area dell’oceano Pacifico conosciuto anche come Point Nemo.
Attualmente la stazione orbita più di 400 km sopra la superficie terrestre. Nel corso degli anni sono stati più di 200 gli astronauti che hanno soggiornato all’interno della struttura che ha rappresentato uno dei più importanti progetti spaziali nella storia umana.

Schianto dovrebbe avvenire nel gennaio del 2031

Phil McAlister, uno dei responsabili della NASA, spiega di aver presentato un piano globale al Congresso per garantire che questa dismissione possa avvenire senza intoppi e senza danni.
Il piano, inserito nell’International Space Station Transition Report, prevede che la stazione spaziale venga lasciata cadere sulla Terra in un’area disabitata dell’Oceano Pacifico meridionale. Lo schianto finale dovrebbe avvenire nel gennaio del 2031.

Point Nemo

Il Point Nemo è uno dei punti oceanici più remoti e uno dei più lontani da qualsiasi costa. Si trova quasi 5000 km al largo della Nuova Zelanda e a 3200 km a nord dell’Antartide. Il luogo è noto perché diverse strutture spaziali, tra cui satelliti o anche altre stazioni orbitanti, si sono schiantate in questo punto (più di 260 del 1971).
Ad un certo punto del gennaio del 2031 verrà eseguito una particolare manovra di spinta in modo che la ISS possa entrare in maniera sicura nell’atmosfera e precipitare proprio in quest’area.
Intanto, come riferisce Robyn Gatens, direttore della stessa ISS presso la NASA, la stessa stazione orbitante è entrata nel suo terzo decennio di operatività, il più produttivo “come piattaforma scientifica rivoluzionaria in microgravità”.

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