
Il cambiamento climatico sta alterando in modo drammatico la penetrazione dei raggi UV nelle acque cristalline del lago Tahoe. Lo rivela uno studio pubblicato su ASLO,[1] che ha analizzato 18 anni di dati sulla radiazione subacquea.
Radiazioni UV in aumento nelle annate secche
Il team ha riscontrato differenze fino a cento volte nella quantità di raggi UV che penetrano nell’acqua tra un anno umido e uno di siccità. Questo avviene perché le condizioni climatiche estreme modificano la quantità di particelle e sostanze organiche disciolte che filtrano la luce. Quando l’acqua è più limpida, come durante i periodi secchi, i raggi UV riescono a penetrare molto più in profondità.
Un rischio concreto per l’ecosistema lacustre
Shohei Watanabe, autore principale e ricercatore presso l’UC Davis Tahoe Environmental Research Center, spiega che nei periodi di siccità il lago perde una sorta di “protezione solare” naturale, esponendosi così a livelli pericolosi di radiazione solare. Questo ha effetti dannosi su pesci, zooplancton e sull’intero ciclo del carbonio, mettendo a rischio la capacità fotosintetica degli organismi acquatici.
Implicazioni anche per altri laghi
Queste scoperte non valgono solo per Tahoe. Anche altri laghi limpidi ad alta quota o nelle regioni polari potrebbero subire gli stessi effetti. In bacini meno trasparenti, i raggi UV riescono a penetrare solo di pochi centimetri, ma in acque come quelle di Tahoe arrivano a decine di metri di profondità.
Un campanello d’allarme per i cambiamenti climatici
Grazie alla collaborazione tra UC Davis e la Miami University in Ohio, il monitoraggio a lungo termine ha consentito di registrare queste variazioni estreme. Secondo Watanabe, solo serie di dati così lunghe possono rivelare cambiamenti profondi legati al clima. Il monitoraggio continuo dei raggi UV subacquei potrebbe diventare uno strumento utile per anticipare i disturbi climatici futuri nei laghi di tutto il mondo.


