L’atmosfera terrestre si estende fin oltre la Luna secondo nuovo studio

Geocorona terrestre (illustrazione non in scala; credito: ESA)

Se si considera anche lo strato gassoso più esterno che avvolge la stessa atmosfera terrestre, quest’ultima si estende fino alla Luna e oltre, ossia fino ad oltre 630.000 km di distanza (50 volte il diametro del nostro pianeta, per intenderci) secondo uno studio pubblicato sul Journal of Geophysical redatto tramite i dati delle osservazioni, eseguite e quasi 20 anni fa, del Solar and Heliospheric Observatory, SOHO, telescopio spaziale della NASA e dell’ESA.

Questo vuol dire che la Luna attraversa la stessa atmosfera terrestre, qualcosa sulla quale in pochi avrebbero scommesso, come afferma Igor Baliukin dello Space Research Institute russo, autore principale dello studio: “La luna vola attraverso l’atmosfera terrestre. Non ne eravamo a conoscenza finché non abbiamo rispolverato le osservazioni fatte oltre vent’anni fa dalla sonda spaziale SOHO.”

Questo strato più esterno, definito geocorona, è composto da nuvole di atomi di idrogeno. La sua estensione è stata calcolata grazie ad uno specifico strumento, denominato SWAN, del suddetto telescopio che vanta alcuni sensori sensibili che possono tracciare la firma dell’idrogeno individuando con precisione fino a dove si estende la “nuvola”.
E, dato che i pianeti che vantano questa grande nuvola di idrogeno intorno, sono di solito accompagnati anche dalla presenza di vapore acqueo, questo studio si rivela particolarmente interessante proprio per scoprire quei pianeti extrasolari che possano vantare riserve di acqua sulla loro superficie, come specifica Jean-Loup Bertaux, un altro degli autori dello studio.

Non si tratta di una vera e propria scoperta: già uno dei primi telescopi posti sulla Luna, posizionato dagli astronauti dell’Apollo 16 nel 1972, aveva catturato un’immagine, abbastanza evocativa, della geocorona che circondava la Terra, tuttavia questo studio è uno dei primi a calcolare con precisione l’estensione.
Tra l’altro lo studio ha scoperto che il Sole, con la sua luce, comprime gli atomi di idrogeno della geocorona facendo sì che quest’ultima risulti più compatta, con una maggiore densità, sul lato notturno.

Geocorona terrestre osservata dalla Luna (fotografia effettuata sulla Luna durante la missione Apollo 16 del 1972, credito: NASA)

Si tratta in ogni caso di una nuvola abbastanza diradata, sostanzialmente vuota, anche nelle sue regioni più dense, le cui particelle non possono rappresentare in ogni caso alcuna minaccia per i viaggiatori spaziali anche perché la relativa radiazione ultravioletta, favorita dal fatto che gli atomi di idrogeno diffondono la luce solare in tutte le direzioni, ha un impatto trascurabile rispetto alla radiazione solare.

Dati relativi all’osservazione della geocorona terrestre del telescopio spaziale SOHO (credito: ESA/NASA/SOHO/SWAN; I. Baliukin et al (2019) )

Fonti e approfondimenti

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