Latte crudo o non pastorizzato, ecco perché è pericoloso consumarlo a temperatura ambiente

Latte vaccino appena munto (credito: Ivan Radic - Flickr, CC BY 2.0)

Un nuovo studio, stavolta condotto da ricercatori dell’Università della California a Davis, conferma che il latte di vacca crudo o comunque non pastorizzato o non scaldato al di sopra di una certa temperatura è una fonte pericolosa di microrganismi resistenti ai antibiotici che potrebbero introdursi, con il consumo, al all’interno del corpo umano.

I ricercatori, infatti, confermano che il latte vaccino crudo o non pastorizzato, se lasciato a temperatura ambiente, contiene una quantità “enorme” di geni resistenti agli antimicrobici, geni che appartengono a varie tipologie di batteri.
Questi geni possono essere trasferiti ad altri batteri una volta consumato il latte dando seguito a potenziali infezioni resistenti agli antibiotici.

Lo stesso Jinxin Liu, l’autore principale dello studio, specifica chiaramente di non voler spaventare le persone ma semplicemente di volerle educare: “Se vuoi continuare a bere latte crudo, tienilo nel tuo frigorifero per ridurre al minimo il rischio che sviluppino batteri con geni resistenti agli antibiotici”. Liu è un ricercatore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari della UC Davis.

Il pericolo sta proprio nel fatto che i geni resistenti agli antibiotici contenuti nei batteri presenti nel latte possono essere trasferiti, una volta consumato il latte non pastorizzato e mai scaldato o lasciato a temperatura ambiente, ad altri batteri nel nostro corpo. E se questi batteri sono patogeni, possono trasformarsi in “super batteri” che poi non sono più eliminabili neanche con gli stessi antibiotici.
I risultati sono stati ottenuti da ricercatori tramite le analisi di più di 2000 campioni di latte al dettaglio provenienti da cinque Stati americani.

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