Latte prodotto in laboratorio con microbi: saranno artificiali le mozzarelle del futuro?

remilk.com

Latte prodotto in laboratorio molto simile a quello reale: è il progetto a cui sta lavorando una start-up, denominata Remilk, che promette la produzione di un latte senza far ricorso a mucche o ad altre tipologie di bestiame tramite un processo brevettato che tra l’altro conserverà tutte le proteine del latte normale, come rileva Digital Trends.
Dunque, invece di produrre carne, come stanno facendo diverse aziende specializzate nel settore della cosiddetta “carne da laboratorio, la Remilk intende produrre il latte e diversi suoi derivati come i latticini.

Produrre latte: un processo molto oneroso per l’ambiente

“In un momento così critico per il nostro pianeta, ognuno di noi dovrebbe contribuire con la sua parte nella nostra lotta contro la crisi climatica. Per noi di Remilk, miriamo a dare il nostro contributo creando prodotti lattiero-caseari migliori per gli esseri umani, per le mucche e per il nostro pianeta”, spiega in un Twitter Aviv Wolff, CEO dell’azienda nonché suo fondatore.
In effetti per creare il latte vaccino l’investimento non è di poco conto: bisogna allevare mucche, bisogna farle crescere in determinati ambienti e bisogna farle riprodurre rispettando determinati standard. Contando che i bovini rappresentano un importante contributo per quanto riguarda le emissioni di gas serra nell’atmosfera e contando anche che il letame che producono ha un impatto non indifferente se non smaltito in maniera corretta sulle risorse idriche, poter contare su un buon latte da laboratorio potrebbe in effetti rappresentare una soluzione in futuro per tutto questo oneroso comparto.

Latte da laboratorio creato con batteri

Il processo brevettato ma qualche informazione è trapelata, fornita dalla stessa Remilk il latte viene prodotto tramite un processo denominato fermentazione microbica. In pratica le proteine del latte vengono prodotte da questi particolari batteri in una sorta di serbatoio-caseificio e alla fine si ottiene un latte funzionalmente identico al latte munto dalle vacche.
Affinché i microbi si moltiplichino, ci vogliono 2-3 giorni e tramite una sola “colonia” si possono produrre centinaia di migliaia di litri di latte.
I microbi, dunque, portano avanti una vera e propria fabbrica del latte: si devono solo nutrire e a tal proposito i tecnici utilizzano molecole di zucchero. Gli esperti sperano però di poter nutrire questi microbi direttamente con rifiuti agricoli onde creare “proteine completamente funzionali”, come spiega lo stesso Wolff.

Producibili anche derivati come formaggi e yogurt

Oltre al latte, l’azienda intende produrre anche alcuni derivati tra cui vari formaggi e lo yogurt. Fino ad ora sono riusciti a creare più di una dozzina di latticini diversi e, durante i test in doppio cieco, i partecipanti non riuscivano a distinguere i latticini tradizionali da quelli creati in laboratorio.

I prezzi si devono abbassare

Prima di sapere quando una mozzarella da laboratorio possa essere presente e sui nostri scaffali, la stessa start-up lascia intendere che passeranno comunque degli anni: come nel caso della carne da laboratorio, infatti, che solo oggi, dopo anni di esperimenti e studi, sta avendo le primissime applicazioni commerciali, c’è bisogno che i prezzi scendano e che lo facciano anche in maniera drastica prima che il latte da laboratorio e i suoi derivati possano avere un futuro commerciale.

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