Latte sintetico si avvicina, in arrivo rivoluzione nel settore lattiero-caseario

Credito: DALL-E di OpenAI (immagine generata da intelligenza artificiale)

Il latte sintetico, realizzato senza l’intervento delle mucche o di altri animali, si sta avvicinando e potrebbe presto apparire sugli scaffali dei supermercati. È quello che lascia intendere Milena Bojovic, una ricercatrice della Macquarie University, in un nuovo articolo su The Conversation in relazione ai progressi ottenuti nel settore.[1]

Latte sintetico non richiede l’intervento delle mucche

Come spiega la stessa ricercatrice, il latte sintetico non richiede l’intervento delle mucche o di altri animali ma può avere la stessa composizione biochimica. Viene “coltivato” in laboratorio attraverso complesse tecniche biotecnologiche tra cui la cosiddetta “fermentazione di precisione”. Se il latte sintetico dovesse avere successo si tratterebbe di un cambiamento epocale considerando che più dell’8% della popolazione mondiale consuma il latte regolarmente o comunque latticini. E questo senza parlare della notevole riduzione delle emissioni di metano, e quindi degli impatti sull’ambiente, nonché delle emissioni di tutto il settore della produzione del latte.

Esempi di aziende che già producono latte sintetico

La ricercatrice ha realizzato una ricerca, pubblicata luglio sulla rivista Agriculture and Human Values,[2] in cui ha esaminato i trend del settore lattiero-caseario a livello globale. Il latte sintetico esiste attualmente e non è un progetto della “fantascienza”. Ci sono già aziende, anche negli Stati Uniti, che lo producono e in questi casi il latte sintetico viene usato per produrre cose come gelati e proteine in polvere. In Australia, per fare un altro esempio, c’è una startup denominata Eden Brew che vende latte sintetico e che ha una sua base di clienti fatta soprattutto di persone che si occupano veramente.

Come si produce il latte sintetico

Come si produce il latte sintetico? Il prodotto della Eden Brew viene realizzato tramite varie fasi. Si inizia lavorando con il lievito e con il suddetto metodo della “fermentazione di precisione”. In questo modo si producono le proteine che si trovano nella latte vaccino. Proprio queste proteine sono importantissime perché donano al latte sintetico la sua classica consistenza abbastanza cremosa e la capacità di schiumare delle latte tradizionale. Vengono poi aggiunti altri elementi come zuccheri, minerali, grassi e aromi e si ottiene un prodotto finale molto simile al latte per consistenza e per sapore.

Prospettive future

Ci vorranno ancora diversi capitali e diversi anni di sviluppo, anche solo per creare le infrastrutture di produzione, affinché si possa raggiungere una produzione di massa e quindi si possa realizzare un mercato consistente ma secondo la ricercatrice l’industria casearia tradizionale non scomparirà in pochi anni. Lo stesso latte sintetico “non è una panacea”, riferisce la Bojovic. La tecnologia ha un potenziale enorme e quindi può ancora migliorare ma potrebbe affiancare il settore tradizionale senza eliminarlo. D’altro canto, lo stesso settore lattiero-caseario dovrebbe cominciare a riconoscere che ci troviamo di fronte ad un cambiamento fondamentale e quindi dovrebbe cominciare a prepararsi.

Note e approfondimenti

  1. Not like udder milk: ‘synthetic milk’ made without cows may be coming to supermarket shelves near you
  2. A review of megatrends in the global dairy sector: what are the socioecological implications? | SpringerLink (DOI: 10.1007/s10460-022-10338-x)
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