Lavarsi le mani col sapone, centinaia di milioni di persone non hanno questa possibilità

In questo nefasto periodo durante il quale il virus SARS-CoV-2 si sta diffondendo in tutta Europa, ci viene spesso consigliato di lavare spesso le mani e di lavarle accuratamente, informazione che oramai abbiamo acquisito e consiglio che stiamo seguendo tutti (almeno si spera).
Noi diamo per scontata la possibilità di usare sia il sapone che l’acqua ma questi due elementi, si dà purtroppo il caso, sono considerati una rarità in diversi paesi dell’Africa e dell’Asia, come un team di esperti delle Nazioni Unite fa notare in un preoccupante articolo pubblicato dalla AFP.

Al momento la maggior parte dei paesi dell’Africa, così come quelli del sud-est asiatico, stanno limitando i viaggi, sia in uscita che in entrata e stanno cercando di imporre quarantene simili a quelle europee ma una delle azioni che risultano fondamentali per contrastare la diffusione del virus, il lavaggio accurato delle mani con il sapone, appare paradossalmente l’obiettivo più difficile da raggiungere in molte aree.
Le Nazioni Unite, infatti, stimano che ben il 43% della popolazione mondiale (parliamo di più di 3 miliardi di persone) attualmente non ha i mezzi per lavare le mani con il sapone a casa propria. Questo significa che queste persone non possono insaponare e lavare le proprie mani più volte al giorno, con rischi decuplicati per quanto riguarda la diffusione del virus che provoca la patologia respiratoria COVID-19.

Molte comunità in Africa orientale e meridionale, per esempio, come fa notare Sam Godfrey, responsabile dell’Unicef, mancano completamente di acqua corrente o comunque di acqua facilmente accessibile, non possono acquistare sapone e spesso non hanno neanche le nozioni necessarie per capire quanto sia necessario lavarsi le mani in contesti come quelli attuali.
Anche far comprendere a queste popolazioni che lavare le mani col sapone più volte al giorno risulta essenziale risulta una vera e propria sfida per gli operatori sanitari, spiega ancora Godfrey.

Le popolazioni più a rischio sono quelle più povere dell’Africa orientale, le popolazioni di rifugiati nei campi e quelle delle baraccopoli in diverse aree urbane del corno d’Africa. In queste aree spesso mancano i servizi igienici e lavare le mani con il sapone risulta essere un lusso.
La stessa Unicef calcola, giusto per dare qualche numero, che nell’Africa subsahariana ben il 63% degli abitanti delle aree urbane (circa 258 milioni di individui) non hanno accesso ad acqua corrente per il lavaggio delle mani. In diverse aree dell’Asia centrale e meridionale, questa percentuale scende al 22% (circa 153 milioni di persone).
Tutto ciò infonde notevole preoccupazione per la diffusione di questo nuovo coronavirus in Africa, diffusione purtroppo inevitabile.

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