Le misteriose strisce sui pendii di Marte non contengono acqua, lo rivela uno studio globale

Un nuovo studio pubblicato su Nature Communications[1] ha messo fine a uno dei più longevi dibattiti sulla geologia marziana: le strisce scure visibili sui pendii di Marte sono il risultato di processi completamente asciutti, e non indicano la presenza attuale di acqua.

Un archivio globale per risolvere il mistero

Un team di ricerca ha utilizzato tecnologie di deep learning e un’enorme quantità di dati orbitali raccolti negli anni per creare il primo catalogo globale delle strisce di pendio marziane. Sono state identificate oltre 13.000 strisce chiare e più di 480.000 strisce scure, che potrebbero arrivare a numeri ben più alti se si considera la risoluzione di immagini più avanzate. Le strisce si concentrano soprattutto nell’emisfero nord, e mostrano differenze significative nella loro distribuzione e orientamento.

Formazione senza acqua, ma con vento e impatti

Contrariamente a quanto ipotizzato in passato, i ricercatori non hanno trovato evidenze di un’origine liquida per queste strisce. Le condizioni termiche e l’umidità delle zone interessate non corrispondono ai periodi di formazione osservati. Inoltre, non ci sono segni di idratazione nei siti delle strisce. Gli autori hanno invece rilevato una forte correlazione con i venti stagionali, le polveri sottili e l’attività meteoritica recente. In particolare, impatti e correnti d’aria sembrano attivare il distacco e lo scorrimento della polvere su pendii inclinati.

Strisce e RSL, simili ma molto diverse

Lo studio distingue chiaramente le strisce di pendio dai cosiddetti RSL (Recurring Slope Lineae), che si trovano in altre zone, con condizioni climatiche e morfologiche differenti. I RSL mostrano segni stagionali più coerenti con la presenza teorica di acqua, ma anche in quel caso le evidenze sono contrastanti e non confermano flussi liquidi recenti. I due fenomeni, pur sembrando simili a occhio nudo, nascono da dinamiche indipendenti.

Implicazioni per la vita e le future missioni

Queste conclusioni riducono significativamente le probabilità che nelle aree interessate possano esserci condizioni favorevoli alla vita, almeno secondo i criteri terrestri. Inoltre, la natura secca delle strisce semplifica i protocolli di protezione planetaria per eventuali missioni con atterraggio. La vera protagonista di questi fenomeni sembra essere la polvere finissima che ricopre gran parte della superficie marziana, spostata con estrema facilità da eventi esterni.

Approfondimenti

  1. Streaks on martian slopes are dry
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