Le “sostanze chimiche per sempre” e l’ipertensione femminile della mezza età collegate secondo studio

Credito: Darren Baker, Shutterstock, ID: 108782600

Un nuovo studio sul collegamento tra l’ipertensione nelle donne di mezza età e le sostanze PFAS, sostanze chimiche presenti in molti prodotti oltre che nell’ambiente e definite anche “sostanze chimiche per sempre” in relazione alla loro resistenza, è stato condotto da un team di ricercatori e presentata sulla rivista Hypertension,[2] come riferisce un comunicato odierno dell’American Heart Association.[1]

Le sostanze PFAS

I ricercatori hanno trovato livelli più alti di queste sostanze nel corpo di quelle donne di mezz’età con livelli più alti di concentrazione ematica. Le sostanze PFAS si trovano in molti prodotti che utilizziamo quotidianamente, come riferisce lo stesso comunicato, dallo sciampo al filo interdentale per finire con le pentole antiaderenti e gli imballaggi. Dato che sono presenti in moltissimi prodotti, facilmente entrano nella catena alimentare, ad esempio nei pesci oppure nei prodotti lattiero-caseari (in quest’ultimo caso le mucche o comunque gli animali da allevamento vengono esposti alle sostanze). Le sostanze PFAS praticamente non si degradano mai e possono contaminare suolo, aria, acqua potabile, cibo e quant’altro, come spiega Ning Ding, un ricercatore del dipartimento di epidemiologia della School of Public Health dell’Università del Michigan.[1]

I dati

I ricercatori hanno usato i dati contenuti in un database statunitense concentrandosi soprattutto sulle concentrazioni di PFAS nel sangue e sui rischi di ipertensione. I dati analizzati riguardavano più di 1000 donne con un’età compresa tra i 45 e i 56 anni. Tutti i soggetti mostravano una pressione sanguigna normale al momento dell’arruolamento nello studio. I dati sono stati acquisiti dal 1999 e il 2017 per un totale di più di 11.700 anni-persona di follow-up.[1]

Scoperte

I ricercatori scoprivano che, nel periodo in cui erano state eseguite, 470 donne sviluppavano una pressione sanguigna alta. Notavano anche che i soggetti che avevano concentrazione più alte di PFAS mostravano probabilità più alte di pressione sanguigna più alta.[1]
In particolare scoprivano che i soggetti con livelli più alti di acido perfluorottano solfonico (PFOS), acido perfluoroottanoico (PFOA) e 2-(N-etil-perfluorottano sulfonamido) acido acetico (EtFOSAA, un precursore di PFOS) mostravano un rischio più alto di pressione sanguigna elevata del 42%, 47% e 42% rispettivamente. Quelle donne che mostravano livelli più alti di tutti i sette i tipi di PFAS presi in considerazione mostravano addirittura un rischio più alto di pressione elevata del 71%.[1]

Creare nuove strategie

“È importante notare che abbiamo esaminato insieme singoli PFAS e diversi PFAS e abbiamo scoperto che l’esposizione combinata a più PFAS ha avuto un effetto più forte sulla pressione sanguigna”, spiega Sung Kyun Park, professore di epidemiologia scienze della salute ambientale dell’Università del Michigan, autore senior della ricerca. Secondo i ricercatori è importante creare nuove strategie per contrastare l’utilizzo, troppo diffuso evidentemente, delle sostanze PFAS nei prodotti.

Note e approfondimenti

  1. Forever chemicals linked to hypertension in middle-aged women | University of Michigan News
  2. Per- and Polyfluoroalkyl Substances and Incident Hypertension in Multi-Racial/Ethnic Women: The Study of Women’s Health Across the Nation | Hypertension (DOI: 10.1161/HYPERTENSIONAHA.121.18809)

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