LED all’ultravioletto più efficienti per decontaminare da virus superfici, aria e acqua

Le luci LED all’ultravioletto possono rivelarsi molto efficaci per eliminare i coronavirus dalle superfici e, forse, anche dall’aria e dall’acqua. A questa conclusione è giunto un team di ricercatori del centro di illuminazione a stato solido ed energia elettronica della UC Santa Barbara (SSLEEC) guidato dal Christian Zollner, esperto nella tecnologia LED a luce ultravioletta profonda da utilizzare nel settore dell’igiene e della depurazione.

Il team di ricerca sta sviluppando LED ultravioletti che possono decontaminare le superfici e potenzialmente anche l’aria e l’acqua dai coronavirus, quindi anche dal virus SARS-CoV-2 che ha innescato la pandemia di COVID-19 in tutto il mondo.
La disinfezione con l’utilizzo di luce ultravioletta non è nata ieri ma la sua efficacia quando praticata su larga scala deve essere ancora dimostrata.

Tuttavia la tecnologia risulta promettente. In particolare la nuova tecnologia sviluppata dalla società Seoul Semiconductor, partner del laboratorio SSLEEC, sembra una tra le più promettenti tanto che attualmente è in fase di adozione per l’utilizzo in ambito automobilistico e per la creazione di lampade a LED ultravioletti che sterilizzino l’interno dei veicoli.
I ricercatori utilizzano in particolare la luce ultravioletta del tipo UV-C che si differenzia dalla luce UV-A e da quella UV-B. La UV-C opera nell’ambito della lunghezza d’onda tra 260 e 285 nanometri. Può essere dannosa per la pelle umana e quindi per ora viene utilizzata solo in quelle applicazioni dove nessun essere umano è presente nel momento della disinfezione, come spiega lo stesso Zollner.

In uno studio pubblicato su ACS Photonics, il team composto da Zollner e colleghi dichiarano di aver sviluppato LED di alta qualità che operano all’ultravioletto profondo (UV-) grazie ad una pellicola di nitruro di gallio e alluminio (AlGaN) che forma una lega semiconduttrice su un substrato di carburo di silicio. L’utilizzo di questi materiali permette una migliore efficienza e uno processo di produzione meno costoso.
Ne risulta una luce UV-C che potrebbe essere integrata in dispositivi per la decontaminazione, sia per le superfici che per l’aria e per l’acqua, .da utilizzare quando non è presente nessuno.

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