Leishmaniosi, scienziati scoprono come si tramuta nella forma aggressiva

Un gruppo di ricercatori brasiliani ha scoperto come il virus RNA Leishmania, che provoca la leishmaniosi, può diventare più aggressivo e causare forme più aggressive di questa stessa malattia. Secondo il comunicato stampa che presenta lo studio, pubblicato su Nature Communications, questa scoperta potrebbe essere di aiuto per nuove terapie e in generale per nuovi metodi onde contrastare questa grave malattia che risulta endemica in 98 paesi e che causa 70.000 morti all’anno secondo i dati dell’OMS.

Come spiega Dario Zamboni, ricercatore della Scuola Medica Ribeirão Preto dell’Università di San Paolo, la sola presenza del virus aumenta di tre volte il rischio di sviluppare leishmaniosi mucocutanea, una forma di leishmaniosi che può letteralmente sfigurare il volto del paziente.

La leishmaniosi è causata dal parassita Leishmania, un genere di protozoo responsabile sia della leishmaniosi umana che di quella animale. Il parassita viene trasmesso tramite insetti volanti, in particolare tramite i morsi delle femmine di Phlebotominae, una sottofamiglia delle Psychodidae.

L’aggravamento della leishmaniosi avviene tramite l’attivazione di alcune particolari molecole, tra cui il recettore 3 (TLR3), e tramite l’inibizione di una molecola chiave che contrasta i ai parassiti e che è denominata NLRP3. Questi due fattori consentono al parassita della leishmaniosi di bypassare il sistema immunitario e di moltiplicarsi innescando poi la forma mucocutanea della malattia.

Quest’ultima si diffonde attraverso le mucose del naso, della bocca e della gola e, oltre a sfigurare il volto del paziente, può, nei casi più gravi, portare alla morte per infezione.
La maggior parte dei casi di questa malattia, più del 90%, è registrata in Bolivia, Brasile, Etiopia e Perù.

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