Lemuri dalla fronte rossa riconoscono conspecifici dalle foto

Lemure dalla fronte rossa (credito immagine: File:Isalo-National-Park-07.jpg - Wikimedia Commons, Wayne77, CC BY-SA 4.0, cropped)

I lemuri dalla fronte rossa (Eulemur rufus) sono una specie di primati caratterizzati da un particolare colore bruno–rossastro nella parte superiore della testa. Questi mammiferi vivono nella zona ovest dell’isola di Madagascar, più che altro sugli alberi, dove sono attivi sia durante il giorno che durante la notte. Vivono in piccoli gruppi e si nutrono principalmente di frutta, di vegetali o di piccoli animali.
I dati disponibili riguardo a questi mammiferi sono pochi tanto che nemmeno la IUCN ha ritenuto che debbano essere inseriti nell’elenco delle specie a rischio di estinzione. La peggiore minaccia che questi piccoli primati devono soffrire è comunque rappresentata dalla deforestazione ad opera dell’uomo.

Secondo una nuova ricerca, pubblicata su BMC Evolutionary Biology, i lemuri dalla fronte rossa sono in grado di riconoscere individui appartenenti alla loro specie (conspecifici) anche dalle fotografie.
Lo studio è stato portato avanti da un gruppo di ricercatori del Centro Tedesco dei Primati, tramite semplici esperimenti durante i quali venivano mostrate fotografie di varie specie di lemuri, alcune delle quali anche molto simili esteriormente, ai lemuri della fronte rossa.

I lemuri dalla fronte passavano infatti più tempo ad osservare le immagini dei propri simili piuttosto che le immagini di altri lemuri geneticamente diversi da loro. L’effetto era più pronunciato nelle femmine.
L’esperimento conferma dunque che anche i lemuri dalla fronte rossa riconoscono le differenze, anche piccole, a livello estetico per riconoscere i compagni, una caratteristica essenziale per l’accoppiamento e in generale per la vita di questa particolare categoria di lemuri.

Secondo Hanitriniaina Rakotonirina, autrice dello studio, si tratta di una risposta sorprendente da parte dei lemuri della fronte rossa in quanto molte delle specie che venivano mostrate durante le fotografie vantavano differenze molto difficili da individuare, anche per l’occhio umano.

Fonti e approfondimenti



Condividi questo articolo

Resta aggiornato su Facebook: clicca su “Mi piace questa pagina”


Commenta per primo

Rispondi