L’enorme bocca dei coccodrilli ha avuto umili origini

Esemplare di Shartegosuchus (credito: Viktor Rademacher)

I coccodrilli possono oggi contare su quella che è la loro arma principale: una grande bocca che si può spalancare tantissimo per far sì che questa specie possa essere considerata uno dei più terribili predatori del regno animale vertebrato. Tuttavia, gli odierni coccodrilli sono ben diversi dai primissimi coccodrilli apparsi sulla Terra. Questi ultimi, oltre ad essere più piccoli e snelli, avevano gambe più lunghe e soprattutto fauci molto più piccole.

Un nuovo studio, pubblicato su American Museum Novitates, si sofferma proprio sull’evoluzione dei coccodrilli. In particolare lo studio ha analizzato l’evoluzione degli shartegosuchidi, una famiglia estinta di coccodrilli del giurassico e del cretaceo per la quale sono stati rinvenuti diversi resti in particolare nella Mongolia occidentale.

Ancora più in particolare, il professor Jonah Choiniere insieme alla sua collega Kathleen Dollman dell’Università di Witwatersrand stanno da diversi anni analizzando il fossile di un piccolo muso di shartegosuchide ritrovato nella deserto del Gobi occidentale in Mongolia. Dopo averlo sottoposto a scansione presso l’American Museum of Natural History, i ricercatori si sono accorti della presenza del palato secondario chiuso, una caratteristica che ha portato a molte implicazioni biologiche per gli stessi coccodrilli, tra cui la prossimità di respirare sott’acqua e uno netto rafforzamento del cranio e delle fauci per aumentare la forza del morso.

Sono stati proprio gli shartegosuchidi a sviluppare per primi questo palato secondario chiuso e questo studio mostra che esso si è voluto molto prima di quanto si pensasse in precedenza. Si tratta, in ogni caso, di un esempio di evoluzione convergente che si verifica quando una caratteristica simile si evolve indipendentemente in due gruppi completamente indipendente.
La stessa Dollman rivela, nell’articolo di presentazione dello studio “Sono rimasta sorpresa nello scoprire che c’erano molte caratteristiche nel palato e nel muso che erano completamente diversi tra gli shartegosuchidi e i coccodrilli esistenti. […] Le differenze osservate ci dicono che gli shartegosuchidi probabilmente avevano pratiche di predazione per le quali non esiste un analogo moderno nei coccodrilli”.

Fonti e approfondimenti

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