L’enorme esplosione della stella Eta Carinae del 1843 riprodotta in 3D

Credito: canale YouTube "Hubble Space Telescope"

Un video che mostra l’enorme esplosione del sistema stellare Eta Carinae è stato pubblicato sul sito del telescopio spaziale Hubble della NASA. Questa esplosione avvenne nel 1843 e fece di questo sistema binario, per breve tempo, uno degli oggetti più luminosi nel cielo.

Dopo ben 170 anni, oggi ci ritroviamo con due enormi lobi che sono il risultato dell’enorme eruzione del 1843, un’esplosione che in effetti sta continuando ancora oggi in quanto questi due lobi si stanno espandendo.
I ricercatori hanno ricreato in 3D gli strati volumetrici di questi due lobi in modo che lo spettatore possa comprendere in maniera abbastanza intuitiva la complessa struttura che c’è dietro, come spiega Frank Summers, scienziato dello Space Telescope Science Institute (STScI) di Baltimora.

La ricreazione in 3D è stata possibile grazie ai dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble e dal Chandra X-Ray Observatory nonché dal telescopio spaziale Spitzer.
Eta Carinae è un sistema binario lontano da noi di circa 7000 anni luce. L’esplosione che ha formato i due caratteristici lobi che vediamo oggi non è stata una supernova ma 1843 ‘eruzione che portò ad un aumento quasi improvviso della livello di luminosità.

Eta Carinae è una stella eccezionalmente massiccia, una delle più massicce tra quelle conosciute. Di solito stelle così grandi e massicce predicono molte eruzioni esplosive nel corso della loro vita in quanto sono instabili e quindi variabili anche per quanto riguarda i livelli di luminosità.
Nell’aprile del 1843 la stella raggiunse il picco della luminosità diventando la seconda stella più brillante del cielo dopo Sirio. La luminosità è poi è diminuita fino agli anni 40 del secolo scorso per poi riprendersi, lentamente, all’inizio degli anni 2000.
Questa gigantesca eruzione produsse in pochi anni lo stesso quantitativo di luce visibile di una supernova debole ma, a differenza di quanto avviene con una supernova, la stella è sopravvissuta.

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