Lenticchie d’acqua saranno il cibo del futuro?

La lenticchia d’acqua, considerata una delle piante a più rapida crescita del mondo, potrebbe rappresentare una delle soluzioni chiave per combattere la fame nel mondo, in particolare nei prossimi decenni dato che si prevede che la popolazione mondiale dovrebbe raggiungere un picco di 9,7 miliardi di persone nel 2050.

La lenticchia d’acqua (Lemnoideae), è una pianta acquatica che si riproduce in maniera velocissima tanto che spesso gli specchi d’acqua dolce in cui cresce possono essere completamente coperti da un tappeto di foglie.
Viene utilizzata soprattutto per produrre amido il quale a sua volta può essere utilizzato per la produzione di etanolo, tuttavia rappresenta una fonte di cibo tradizionale nonché primaria per diverse popolazioni che vivono nel sud-est asiatico.

Secondo Eric Lam, professore nella Dipartimento di Biologia Vegetale dell’Università di Rutgers – New Brunswick, proprio questa piccola pianticella, relativamente facile da coltivare, potrebbe essere la soluzione.
Risulta più nutriente dell’insalata, vanta un ottimo contenuto di fibre di vitamine (anche se non molte proteine) e offre e diversi benefici nutrizionali tanto che alcune specie (la famiglia ne comprende 37) vengono utilizzate anche nella medicina popolare tradizionale in varie regioni del sud-est asiatico.

Ha un sapore non molto forte e tritato o frullato può essere mescolata con altri ingredienti. Lo stesso Lam dichiara di averla provata anche in un panino con un hamburger.
Lo stesso ricercatore ha calcolato che la varietà di lenticchie d’acqua che cresce in maniera più rapida può produrre fino a 20 grammi (una volta che è stata essiccata) per metro quadrato ogni giorno, un quantitativo 50 volte superiore a quello che si può ottenere dal mais.

La stessa pianticella, non essendo molto grande, può essere coltivata anche in casa o in piccoli orticelli di estensioni molto limitate.
Gli stessi ricercatori nel laboratorio di Lam stanno cercando di massimizzare ancora di più le tecniche di coltura e stanno anche lavorando a metodi di raccolta automatizzata per ridurre ancora di più i costi di riproduzione.

Tra 20 anni queste piccole pianticelle, che qui in Occidente sono pressoché sconosciute, potrebbero essere uno dei piatti o dei contorni tipici presenti sulle nostre tavole.

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