
Uno studio pubblicato su Hydrology[1] analizza gli effetti idrologici dell’espansione delle piantagioni di eucalipto in un bacino montano umido dell’Etiopia, rivelando come questa pratica stia compromettendo la disponibilità di acqua nel lungo periodo.
L’eucalipto e la sete invisibile
Negli ultimi vent’anni, l’eucalipto si è diffuso in modo impressionante nel bacino dell’Amen, un’area di 39 km² nella parte alta del Nilo Azzurro. L’estensione di queste piantagioni è passata da 238 ettari nel 2001 a 799 ettari nel 2024, con un aumento medio di 24 ettari all’anno. Gli scienziati hanno scoperto che, durante i mesi secchi da gennaio a marzo, questi alberi consumano fino al 30% di acqua in più rispetto ad altre coperture del suolo, contribuendo alla riduzione dello stoccaggio idrico nella zona.
Un impatto diretto sui flussi idrici
Secondo i dati raccolti tra il 2002 e il 2018, la quantità di pioggia necessaria per generare deflusso nel bacino è cresciuta notevolmente. Nei primi anni erano sufficienti circa 160 mm di pioggia cumulata, mentre tra il 2015 e il 2018 ne sono serviti circa 274 mm. Questo significa che i suoli impiegano più tempo per saturarsi e produrre acqua di superficie. Inoltre, si è registrata una riduzione significativa anche del flusso di base, cioè l’acqua che alimenta fiumi e torrenti in assenza di precipitazioni.
Una tendenza preoccupante per il Nilo
La ricerca sottolinea che l’aumento della copertura arborea da eucalipti comporta una sottrazione costante di acqua dal sistema idrologico, aggravando i problemi nei periodi di scarse piogge. Solo negli anni in cui le precipitazioni superano le quantità evaporate in eccesso dagli eucalipti, il deflusso annuale tende a salire. In caso contrario, la disponibilità d’acqua cala. Questo è un problema particolarmente critico considerando che queste aree rappresentano l’origine dell’85% delle acque che arrivano fino a Sudan ed Egitto.
Ripensare il rimboschimento
Gli autori dello studio suggeriscono la necessità di riconsiderare le politiche di rimboschimento nelle alte terre etiopi. Se da un lato gli eucalipti offrono benefici economici, dall’altro il loro impatto sulle risorse idriche può avere effetti a cascata su vasta scala, soprattutto in un’area cruciale per l’equilibrio idrico del bacino del Nilo.


