LightSail 2 si muove spinta dalla luce del Sole: missione riuscita

La missione di LightSail 2, che vede un piccolo satellite spinto da una vela solare, si è rivelata un successo e ha dimostrato che è possibile “la navigazione solare controllata in un CubeSat modificando l’orbita del veicolo spaziale usando solo la leggera pressione del Sole, qualcosa che non era mai stato fatto prima”, come dichiara Bruce Betts, responsabile del programma LightSail nonché direttore della Planetary Society.

Operazione riuscita

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Il piccolo satellite era stato messo in orbita fine giugno e la vela era stata dispiegata, tramite comandi da terra, sono la settimana scorsa.
I responsabili di missione hanno dimostrato che, proprio tramite la villa solare, è possibile ottimizzare il modo con il quale il veicolo spaziale si muove e si orienta.

Nello specifico il piccolo satellite ha innalzato il suo punto più alto orbitale di circa 2 km, qualcosa che è coerente con le aspettative che gli stessi responsabili missione avevano in mente.
Questo perché l’aumento dell’apogeo, il punto orbitale più alto del piccolo satellite, può essere attribuito solo alla navigazione solare, ossia ai fotoni che “spingono” sulla grande vela.

È il secondo dopo la sonda giapponeseIKAROS

Si tratta del primo cubesat che utilizza la luce proveniente dal Sole non come fonte di energia ma come una vera e propria spinta diretta per la propulsione in orbita terrestre.
Si tratta inoltre del secondo veicolo spaziale a vela solare che si sposta con successo dopo IKAROS, un altro satellite dotato di vela solare lanciato dall’agenzia spaziale giapponese nel 2010.

Dichiarazione di Bill Nye

Bill Nye, CEO della Planetary Society si rivela molto soddisfatto e così commenta la riuscita dell’operazione: “Carl Sagan parlava della vela solare quando ero nella sua classe nel 1977. Ma l’idea risale almeno al 1607, quando Johannes Kepler notò che le code delle comete devono essere create dall’energia del Sole. La missione LightSail 2 è una svolta per il volo spaziale e per l’avanzamento dell’esplorazione dello spazio”.

Cosa significa questo successo per la futura esplorazione spaziale

Il successo di questa missione, che vede sostanzialmente una navicella trasportata non tramite l’utilizzo di carburante ma solo con la luce del Sole, potrebbe avere svolte enormi, come peraltro sottolineato lo stesso Bill Nye, per quanto riguarda l’esplorazione spaziale del futuro.
Un’esplorazione che potrebbe coinvolgere anche aree periferiche e mai esplorate del sistema solare, se non oltre.

La luce del Sole che spinge la vela provoca infatti una piccolissima accelerazione che però è costante e può portare, dopo anni di viaggio, a velocità del tutto ragguardevoli. Così ragguardevoli che una tecnologia del genere potrebbe permetterci di realizzare per la prima volta nella storia dell’uomo viaggi interstellari, ossia viaggi verso sistemi planetari extrasolari, senza far ricorso a razzi con combustibile chimico, da sempre ritenuti non adatti per viaggi di tale portata.

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