
L’Africa, con i suoi vasti paesaggi e la sua popolazione in forte espansione, sta subendo cambiamenti significativi che stanno influenzando il clima globale.
Popolazione africana e impronta di carbonio
La popolazione del continente è sul punto di superare i 2 miliardi entro il 2040, richiedendo più terreni agricoli e aumentando il bestiame, con un conseguente aumento delle emissioni di gas serra. Uno studio pubblicato sulla rivista Global Biogeochemical Cycles[1] rivela un cambiamento preoccupante: l’Africa ora contribuisce al riscaldamento globale più di quanto non aiuti a mitigarlo. La ricerca, guidata da Yolandi Ernst e dal suo team, analizza in profondità l’impronta di carbonio del continente dal 2010 al 2019, scoprendo gli effetti dell’alterazione dell’uso del territorio e dell’agricoltura sul clima.
Metodologia dell’indagine
Ernst e i suoi colleghi hanno intrapreso questo viaggio seguendo le linee guida dell’iniziativa Regional Carbon Cycle Assessment and Processes. Hanno valutato meticolosamente ogni potenziale fonte di emissioni di carbonio, dalle pratiche agricole ai combustibili fossili, oltre a fenomeni naturali come gli incendi e l’attività delle termiti.
Non hanno trascurato il ruolo degli ambienti naturali come le foreste e le praterie, che assorbono il carbonio, offrendo un barlume di speranza in mezzo alle crescenti preoccupazioni.
I risultati: uno spostamento nell’equilibrio
I risultati sono evidenti: l’Africa è passata dallo stato di assorbitore di carbonio a emettitore netto, rilasciando circa 4,5 miliardi di tonnellate di anidride carbonica ogni anno. Questo aumento è attribuito alla combustione di combustibili fossili, al metano prodotto dal bestiame e ai cambiamenti nell’uso del suolo per l’agricoltura. Nonostante gli ecosistemi naturali fungano da serbatoi di carbonio, assorbendo un terzo di queste emissioni, la bilancia si sta inclinando in modo sfavorevole.
I ricercatori suggeriscono che un passaggio a fonti energetiche a zero emissioni di carbonio potrebbe ridurre significativamente le emissioni, ma l’aumento della conversione dei terreni agricoli rappresenta una sfida.
Direzioni e raccomandazioni future
Lo studio sottolinea l’importanza di raccogliere dati più localizzati e di sviluppare modelli specifici per l’Africa per affinare queste stime. Ernst e il suo team sostengono l’adozione di tecniche agricole rispettose del clima e gli investimenti in soluzioni che bilanciano le esigenze socioeconomiche con la preservazione dell’ambiente. Mentre l’Africa si trova ad affrontare una congiuntura critica, le raccomandazioni offerte cercano di guidare il continente verso una crescita sostenibile e la resilienza climatica.

