
Uno studio pubblicato su Communications Psychology[1] mostra che i modelli di intelligenza artificiale generativa superano gli esseri umani in test di intelligenza emotiva. ChatGPT e altri LLM hanno ottenuto punteggi nettamente più alti nella comprensione e gestione delle emozioni.
AI più empatiche degli umani?
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Ginevra (UNIGE) e dell’Università di Berna (UniBE) ha messo alla prova sei modelli linguistici avanzati con test normalmente destinati alle persone. I test comprendevano scenari emotivi quotidiani, come la reazione a un’ingiustizia sul lavoro. In uno di questi, ad esempio, un collega ruba l’idea di Michael e viene elogiato al suo posto: la risposta più sensata era rivolgersi al proprio superiore, una scelta che i modelli AI hanno riconosciuto meglio rispetto agli esseri umani.
Punteggi nettamente superiori
I modelli linguistici, tra cui ChatGPT-4 e Claude 3.5 Haiku, hanno ottenuto in media l’82% di risposte corrette, contro appena il 56% dei partecipanti umani. Marcello Mortillaro, ricercatore al CISA di Ginevra, sottolinea che questi sistemi non si limitano a comprendere le emozioni, ma mostrano anche comportamenti appropriati in situazioni cariche dal punto di vista affettivo. Un risultato che ribalta la convinzione che solo gli umani possano valutare e agire in base alle emozioni.
AI creatrici di test emotivi
Nella seconda fase dello studio, è stato chiesto a ChatGPT-4 di creare nuovi test sull’intelligenza emotiva. I test, poi somministrati a oltre 400 persone, si sono dimostrati affidabili quanto quelli classici, realizzati in anni di lavoro. Katja Schlegel, psicologa e autrice principale dello studio, afferma che questi LLM non solo risolvono test, ma generano anche scenari nuovi, realistici e contestuali.
Possibili applicazioni future
Gli autori dello studio intravedono un futuro in cui l’intelligenza artificiale possa essere impiegata in ambiti come la formazione scolastica, la gestione dei conflitti o il coaching emotivo. Ovviamente, il suo utilizzo dovrebbe avvenire con la supervisione di esperti. Ma è chiaro che i confini tra competenze umane e artificiali si stanno facendo sempre più sfumati.


