Liquido ingeribile si trasforma in rivestimento intestinale e previene assorbimento del glucosio

Il rivestimento intestinale è di forma liquida ma una volta ingerito si polimerizza facendo da rivestimento dell'intestino tenue (credito: Melanie Gonick, MIT)

Un rivestimento sintetico temporaneo che va a coprire l’intestino tenue per fornire farmaci, essere d’aiuto nel processo della gestione o per impedire l’assorbimento del glucosio è stato sviluppato da gruppo di ingegneri biomedici del MIT.
I ricercatori hanno già testato questo rivestimento sui maiali: gli stessi esperimenti hanno mostrato che l’approccio potrebbe in effetti semplificare soprattutto la somministrazione dei farmaci, di quelli che debbono essere assimilati più volte in un giorno.

L’aspetto più interessante, forse, sta nel fatto che il rivestimento può essere modificato onde fornire all’intestino l’enzima lattasi. Quest’ultimo, oltre ad essere d’aiuto nella digestione del lattosio, può bloccare l’assorbimento del glucosio. Questa caratteristica potrebbe rivelarsi utilissima per le persone con diabete.
Come si può comprendere, si tratta applicazioni abbastanza distinte, come ammette lo stesso Giovanni Traverso, assistente professore di ingegneria meccanica al MIT nonché gastroenterologo al Brigham and Women’s Hospital ed uno degli autori dello studio. Tuttavia il livello di diversità delle applicazioni stesse mostra quanto l’idea dietro questo progetto sia innovativa.

Il rivestimento è fatto da un polimero a sua volta realizzato con molecole di polidopamina, una sostanza appiccicosa prodotta dalle cozze che se ne servono per aggrapparsi agli scogli. Questo polimero è fatto anche da dopamina, la nota sostanza chimica che fa da neurotrasmettitore nei circuiti cerebrali.
Il rivestimento viene ingerito come un liquido ma quando raggiunge l’intestino tenue le sue molecole si auto assemblano in un polimero.
Si tratta di una reazione chimica che viene catalizzata grazie a particolari enzimi, denominati catalasi, presenti in questa parte dell’intestino. Si trovano in tutto l’intestino ma nella parte tenue sono presenti maggior numero.

Nel giro di pochi minuti, va a formarsi una pellicola che ricopre la stessa parete interna dell’intestino tenue. Il polimero si attacca alla parete intestinale in maniera molto forte grazie alle sue proprietà di muco-adesione, come spiega Junwei Li, uno dei ricercatori impegnati nel progetto.
“I bambini spesso non sono in grado di assumere forme di dosaggio solide come capsule e compresse”, spiega Traverso. “Abbiamo iniziato a pensare se avremmo potuto sviluppare formulazioni liquide che potessero formare un rivestimento epiteliale sintetico che potrebbe poi essere utilizzato per la somministrazione del farmaco, rendendo più facile per il paziente ricevere il farmaco”.

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