Livelli dei mari, innalzamento sarà drammatico e riguarderà anche coste del Mediterraneo

Aumenti estremi dei livelli del mare diventeranno molto comuni in futuro a causa del riscaldamento globale secondo uno studio pubblicato su Nature Climate Change. Secondo Ebru Kirezci, ricercatore dell’Università di Melbourne, esperto di ingegneria oceanica, le aree geografiche in cui gli aumenti rapidi dei livelli marini si presenteranno maggiormente sono quelle delle coste dell’emisfero australe e delle aree subtropicali nonché quelle della penisola arabica, della parte meridionale della costa del Pacifico del Nordamerica, del Mar Mediterraneo e di altre aree come quelle delle Hawaii, dei Caraibi, delle Filippine e dell’Indonesia.

Coste dell’Australia saranno tra le più colpite

A farne le maggiori spese, probabilmente, saranno, oltre alle coste dei tropici, anche le coste orientali, meridionali e sub-occidentali dell’Australia, secondo quanto spiega lo stesso ricercatore. Queste coste saranno colpite con frequenza pressoché annuale di livelli estremi del mare entro il 2100.
Si tratta di eventi che si verificheranno anche con un aumento di soli 1,5 °C della temperatura media globale secondo il ricercatore (si tratta di un limite massimo imposto dagli accordi di Parigi e riguarda un aumento delle temperature globali massimo che la Terra dovrebbe raggiungere in confronto alle temperature medie globali dell’era preindustriale). Questi stessi cambiamenti cominceranno, inoltre, già prima della fine del secolo: molte delle località delle aree citate cominceranno ad essere colpite fortemente già dagli anni 2070.

Innalzamento dei livelli marini sarà drammatico

L’innalzamento regolare dei livelli marini, nei pressi delle coste, a questi livelli e a questa frequenza, secondo quanto spiega l’autrice principale della ricerca, Claudia Tebaldi, ricercatrice del Pacific Northwest National Laboratory del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, sarà drammatico anche se il mondo riuscirà a contenere il riscaldamento globale facendo aumentare le temperature di soli 1,5° centigradi.
“Questo studio fornisce un quadro più completo in tutto il mondo. Siamo stati in grado di esaminare una gamma più ampia di livelli di riscaldamento con dettagli spaziali molto fini”, spiega Tebaldi nel comunicato emesso dall’Università di Melbourne.
Secondo i ricercatori entro il 2100 circa il 50% delle oltre 7000 località già oggi considerate a rischio e prese in considerazione dallo studio sperimenterà un innalzamento estremo del livello del mare almeno una volta all’anno.

Gli impatti varieranno a seconda di diversi fattori

La grandezza degli impatti varierà a seconda di diversi fattori e tra questi ci sarà sicuramente il livello di vulnerabilità della località all’innalzamento delle acque così come il livello di preparazione delle comunità che abitano in questi luoghi a cambiamenti del genere.
Secondo Kirezci le autorità dovrebbero prendere nota di questi dati e dei risultati di queste ricerche per cominciare già da adesso a migliorare i livelli di protezione delle coste e in generale a mettere in atto già da ora misure di mitigazione degli aumenti dei livelli marini. Ciò potrebbe avvenire tramite la costruzione di dighe o tramite lo spostamento delle stesse comunità verso l’interno così come tramite una corretta implementazione di sistemi di allerta precoce.

Note e approfondimenti

  1. Extreme sea levels at different global warming levels | Nature Climate Change (IA) (DOI: 10.1038/s41558-021-01127-1)

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