Lo strano comportamento genitoriale delle folaghe americane

Un interessante comportamento, in relazione alla cura della prole da parte della folaga americana, è stato scoperto da un team di ricercatori dell’Università della California a Santa Cruz.
La folaga americana è un uccello acquatico con piume grigie o nere ed un becco bianco che frequenta perlopiù le zone umide del Nordamerica.
A differenza dei genitori, i pulcini mostrano invece delle piume nonché dei becchi dai colori molto accesi, tra il rosso e l’arancione.

Questa differenza era già stata notata da studi precedenti e, sempre altri studi, avevano mostrato che i genitori sembrano preferire, per quanto riguarda l’alimentazione della prole, proprio i pulcini dai colori più vivaci.
Tuttavia nessuno studio aveva spiegato il perché di questo strano comportamento. C’è riuscito il professore di ecologia e biologia evolutiva Bruce Lyon che, insieme al collega Daizaburo Shizuka dell’Università del Nebraska-Lincoln, ha pubblicato uno studio su Proceedings of the National Academy of Sciences.

Inizialmente i ricercatori avevano pensato che era proprio il pulcino, tramite percorsi evolutivi, a riuscire a manipolare genitori per ottenere più cibo. Tuttavia nel corso degli esperimenti che i ricercatori hanno effettuato, utilizzando tra l’altro anche un fotospettrometro per misurare le gradazioni di colore precise di più di 1500 pulcini di folaga, hanno scoperto che questo comportamento è collegato ad un altro che vede le madri nutrire maggiormente alcuni pulcini al posto di altri per assicurarsi che almeno una parte di loro possa sopravvivere in forze dato che il cibo disponibile non è quasi mai sufficiente per tutti.

I ricercatori scoprivano inizialmente la madre, durante i primi 10 giorni dopo la schiusa delle uova, non mostrava preferenze e alimentava tutti i pulcini nel qual modo. Tuttavia dopo 10 giorni dall’ultima schiusa i genitori cominciavano a controllare l’allocazione degli alimenti per assicurarsi che almeno uno dei pulcini potesse crescere in forze.
Quest’ultimo cominciava a ricevere un alimentazione preferenziale e cresceva più velocemente diventando più forte e maggiormente resistente. Tuttavia i genitori tendono a scegliere proprio i pulcini nati più tardi che , guardacaso, sono proprio quelli più colorati. Nei confronti degli altri attua una sorta di forma di aggressione denominata “tousling”: li scuote per la parte posteriore del collo per impedire loro di mangiare troppo.

“Il maschio e la femmina dividono la nidiata, con ogni genitore che nutre esclusivamente la loro metà della nidiata, e anche ogni genitore sceglie un favorito. Il colore prevede quale scelgono, quindi l’ornamento può servire da segnale per dire loro quale pulcino ha bisogno il massimo aiuto “, spiega lo stesso Lyon. “Iniziano creando un campo di gioco irregolare, che consente loro di abbattere la covata, e poi intervengono per livellare il campo. Il piumaggio arancione sembra essere una caratteristica che li aiuta a farlo.”

Tra l’altro ciò spiega anche perché le uova che le madri depongono in nidi di altre madri, un comportamento conosciuto come “parassitismo della nidiata” e tipico anche di altre specie di uccelli, sono meno colorate. Le uova che le femmine depongono nei nidi degli sconosciuti sono le prime nella sequenza di deposizione e quindi sono caratterizzate da un minor pigmento. Con questo comportamento preferenziale, i genitori si riservano dunque una maggiore probabilità di alimentare un proprio figlio piuttosto che il figlio di un altro.
Questi uccelli dallo comportamento così macchinoso , con risposte e controrisposte sviluppatesi nel corso del tempo a livello evoluzionistico, mostrano la potenza della stessa evoluzione e quanto essa possa agire sul comportamento degli animali in maniera sempre più efficiente e complicata.

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