Lo strano pianeta con l’inverno di due giorni e l’estate di un giorno

Grazie ai dati raccolti dal telescopio spaziale Spitzer della NASA un team di ricercatori ha analizzato varie caratteristiche di un esopianeta distante da noi di circa 660 anni luce. Tra le caratteristiche che i ricercatori hanno analizzato c’è anche l’orbita e quello che è a tutti gli effetti un anno completo del pianeta XO-3b. Un anno su questo pianeta dura infatti solo tre giorni terrestri, un periodo breve ma molto intenso. Nel corso dell’anno, il pianeta passa da un inverno della durata di due giorni terrestri a un’estate della durata di un giorno terrestre.

Come funzionano le stagioni sul pianeta XO-3b

Il passaggio da una stagione all’altra, comunque, non è “indolore”: i ricercatori hanno notato forti escursioni termiche anche se in generale si tratta di un pianeta molto caldo. Innanzitutto, come fa notare Lisa Dang, astrofisica della McGill University, Canada, le stagioni sul pianeta XO-3b non funzionano proprio come quelle della Terra. Sul nostro pianeta le stagioni sono causate dalle diverse inclinazioni dell’asse terrestre durante il suo periodo di rivoluzione, sostanzialmente durante il periodo in cui compie un giro completo intorno al Sole, e quindi non dalla distanza dal Sole stesso.
Sul pianeta XO-3b le stagioni sono perlopiù causate dalla strana orbita intorno alla stella.

Fase di riscaldamento extra non stagionale

Le temperature su questo pianeta sono naturalmente molto alte, vista la sua distanza minima dall’astro, tuttavia i ricercatori hanno notato una fase di riscaldamento extra non stagionale, un aumento delle temperature che non si vede durante tutto l’anno. Probabilmente non è riscaldato solo dalla stella ma anche dal suo nucleo interno, evidentemente molto caldo. Ciò fa pensare che il pianeta sia molto più gonfio di quanto calcolato e quindi produca un calore in eccesso.

C’è un altro pianeta che produce effetti gravitazionali?

I ricercatori hanno infatti determinato l’angolo tra il piano orbitale e l’equatore constatando che c’è un certo disallineamento e un netto livello di eccentricità orbitale. Livelli così differenti dalla maggior parte degli altri pianeti che qualcuno ha pensato anche alla presenza di un altro pianeta, non ancora scoperto, che è in risonanza orbitale con XO-3b e che procura effetti gravitazionali e mareali.
La presenza di questo ulteriore pianeta, non ancora scoperto, potrebbe spiegare anche il calore in eccesso di cui sopra. In questo caso il riscaldamento verrebbe prodotto dall’effetto mareale: il pianeta verrebbe allungato e deformato periodicamente dalla potente forza gravitazionale di questo pianeta “fantasma”.

Strana orbita probabilmente non dura da molto

L’orbita di XO-3b è infatti abbastanza strana. Innanzitutto si trova molto vicino alla sua stella e quindi è molto breve. E poi forma una strana ellisse che procura effetti gravitazionali diversi a seconda della posizione del pianeta durante l’orbita. Di solito pianeti che orbitano molto vicino alle loro stelle hanno un’orbita circolare, non ellittica.
Gli scienziati pensano che il pianeta non abbia avuto questa orbita ellittica per molto tempo. Come spiega la Dang, probabilmente la forma stranamente ovale dell’orbita si è sviluppata sul brevissimo periodo. Praticamente siamo stati fortunati a catturarlo proprio durante questa fase di “migrazione”.

Note

  1. Thermal Phase Curves of XO-3b: An Eccentric Hot Jupiter at the Deuterium Burning Limit – IOPscience (DOI: 10.3847/1538-3881/ac365f)

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