Locuste utilizzano sostanze repellenti per difendersi da predatori

Anche le locuste possono far ricorso a sostanze simil tossiche per difendersi dai predatori. La scoperta è stata fatta da un gruppo di scienziati dell’Istituto di Zoologia dell’Accademia delle Scienze cinese secondo cui “un segnale olfattivo aposematico (avvertimento) può essere convertito in una sostanza iperintossica per facilitare una difesa antipreditrice nelle locuste”.
Le difese contro i predatori risultano importanti per tutti gli animali ma ancor di più per quelli che formano grossi sciami, come le locuste, esposti ad alto rischio di predazione in quanto ben più visibili di un singolo o di pochissimi esemplari.

I ricercatori hanno rilevato il fenilacetonitrile (PAN), un composto volatile presente in tutti i tessuti e i fluidi corporei delle locuste che sono solite vivere e volare in sciami, componente che sembra assente nelle locuste solitarie. A seguito di ulteriori e più approfondite analisi, i ricercatori hanno poi scoperto la presenza di un nuovo gene che risponde direttamente ai cambiamenti nella densità della popolazione delle locuste.

A seguito di vari test di predazione che vedevano come vittime proprio le locuste e come predatori uccelli, i ricercatori scoprivano poi il fenilacetonitrile prodotto dalle locuste gregarie riduceva la predazione da parte degli uccelli attraverso un segnale olfattivo. Questo componente risulta fondamentale in quanto, durante i test, i ricercatori rilevavano anche che gli uccelli rifiutavano di attaccare e di mangiare anche quelle locuste solitarie trattate il fenilacetonitrile.

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