Lucciole usano flash per scambiarsi informazioni su terreno e vegetazione

Un nuovo studio sulle lucciole è stato pubblicato su Science Advances. I ricercatori, provenienti da istituti americani, si sono in particolare interessati alla Photinus carolinus, una lucciola il cui lampeggiamento durante l’accoppiamento è già da diversi anni oggetto di studio di vari team di scienziati.
Queste lucciole sono infatti in grado di sincronizzare i loro schemi di lampeggiamento e ciò crea degli spettacoli scintillanti che, in alcune zone del Nordamerica, rappresentano anche un’attrazione per i turisti.

Photinus carolinus

È una delle poche specie di lucciole che è capace di fare questo. Come spiega Julie Hayes, ricercatrice del Moses Biological Computation Lab dell’Università del Nuovo Messico, lei e i suoi colleghi hanno fatto uso di registrazioni stereoscopiche per catturare il lampeggiamento delle lucciole del Great Smoky Mountain National Park: “Quelle registrazioni da due angolazioni leggermente diverse, costruite in 3D nel tempo, ci hanno permesso di rappresentare graficamente in modo dinamico una porzione dello sciame di lucciole in base ai loro schemi di flash”.

Flash delle lucciole correlati con geometria del terreno

Ricostruendo i giochi di luce degli sciami di lucciole ogni notte, i ricercatori hanno collezionato un vasto set di dati contenente, tra le altre cose, circa 500.000 coordinate spazio-temporali.
Alla fine hanno scoperto che i flash delle lucciole sono nettamente correlati con la geometria del terreno. In particolare le lucciole sembrano localizzarsi in una posizione distante circa 90 cm dal suolo. Si tratta di uno strato che, almeno di solito, è pieno di cespugli.

Le lucciole comunicano con i loro flash

I ricercatori hanno scoperto anche che le lucciole tendono ad interagire usando proprio il loro flash sulla breve distanza. Questo permette loro di trasmettere informazioni su grosse distanze quando si trovano in grandi sciami e lo fanno utilizzando sempre degli schemi di flash oscillanti.
Questi veri e propri segnali visivi agevolano lo sciame di lucciole soprattutto nel riconoscere il terreno e la vegetazione circostante. Questo avviene, però, solo quando a formare lo sciame è un numero sufficiente di esemplari.
“Questo modello fa risaltare l’importanza dell’ambiente nel plasmare l’auto-organizzazione e il comportamento collettivo”, spiegano i ricercatori. “Questa auto-organizzazione consente ad un individuo di posizionarsi per essere più o meno connesso, ad esempio, volando sopra lo sciame per essere più visibile e portare ulteriori informazioni lampeggianti”.

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Note e approfondimenti

  1. Self-organization in natural swarms of Photinus carolinus synchronous fireflies | Science Advances (IA) (DOI: 10.1126/sciadv.abg9259)

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