Luci della Terra sempre più forti potrebbero attrarre attenzione di civiltà extraterrestri?

Un interessante articolo apparso su Conversation, a firma di Jacco Van Loon, un astronomo olandese, pone un inquietante interrogativo relativo alla possibile esistenza di civiltà extraterrestri intelligenti.

Oltre a chiedersi perché non le abbiamo ancora individuate, domanda che è alla base del cosiddetto paradosso di fermi, l’articolo si pone un’altra domanda: extraterrestri avanzati potrebbero notare la nostra presenza?

Quando si parla di questo concetto di solito si fa riferimento alle comunicazioni radio che già da più di 100 anni utilizziamo e che potrebbero destare l’attenzione di civiltà extraterrestri relativamente vicine.
Tuttavia c’è da dire, e potrebbe essere considerata una fortuna o una sfortuna a seconda dei punti di vista, che negli ultimi decenni la Terra è diventata molto più “silenziosa”: stiamo utilizzando sempre più cavi in fibra ottica e trasmissioni dirette attraverso cavi di ogni tipo al posto delle trasmissioni radio. Tuttavia lo stesso articolo fa notare che “un nuovo faro si sta illuminando”.

L’autore si riferisce a quanto la Terra di notte possa apparire visibile ad eventuali civiltà extraterrestri, naturalmente non troppo distanti. Le città diventano sempre più grandi e più luminose tanto da delineare i contorni dei continenti stessi e anche in mare piattaforme petrolifere e navi potrebbero risultare sempre più visibili.
E la situazione, anche per quanto riguarda il contesto del cosiddetto “inquinamento luminoso”, vedrà in futuro metropoli sempre più grandi e complessi di luci sempre più potenti, anche perché proiettate da dispositivi sempre più economici in termini di consumo.

Si tratta di un tipo di luce che potrebbe essere facilmente riconosciuto come innaturale. L’origine artificiale di questo spettro di luce, che va dalle classiche lampade fino ai LED, dovrebbe essere facilmente riconoscibile in quanto tale da alieni avanzati a livello tecnologico, magari con telescopi molto più progrediti dei nostri.

D’altronde anche noi in futuro potremmo sviluppare telescopi spaziali con la funzione specifica di rilevare le luci artificiali di pianeti extrasolari eventualmente abitati da civiltà extraterrestri avanzate, sempre che gli alieni vogliano farsi notare.
E quest’ultima considerazione pone un’altra domanda che è alla base dell’inquietudine stessa che traspare dall’articolo: e noi dovremmo farci notare o dovremmo cominciare ad abbassare le luci?

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