Luglio 2020 è stato il terzo più caldo mai registrato globalmente

Anomalie relative alla temperatura dell’aria superficiale per il mese di luglio 2020 rispetto alla media dello stesso mese del periodo tra il 1981 e il 2010 (credito: ERA5, Copernicus Climate Change Service/ECMWF)

Il mese di luglio appena trascorso è stato il terzo più caldo mai registrato a livello globale secondo quanto riporta il sito di Copernicus dell’Agenzia Spaziale Europea, dopo quello del 2016 e quello del 2019. Le prime registrazioni risalgono alla fine del XIX secolo.
Si tratta di notizie che arrivano proprio nel momento in cui l’Europa, soprattutto l’area occidentale, è afflitta da un’ondata di caldo con temperature che in alcuni paesi, in particolare in Spagna, stanno superando i record stagionali. Gli stessi dati arrivano anche nel momento in cui un ghiacciaio del Monte Bianco minaccia di crollare proprio a causa del caldo inusuale.

Secondo gli esperti, il caldo anomalo in Europa potrebbe essere ricondotto ai numerosi incendi in Siberia. Si tratta di incendi su larga scala attenzionati anche dai satelliti.
I dati inoltre hanno mostrato che luglio 2020 è stato abbastanza piovoso per quanto riguarda l’area settentrionale dell’Europa ma le fasi di siccità hanno comunque afflitto le altre regioni, in particolare la Francia e l’Europa centrale. Proprio quest’ultima area sta soffrendo da vari anni di pesantissime fasi di siccità che stanno vedendo i loro picchi soprattutto nel periodo estivo.
Le temperature più calde si sono registrate in tutta l’Europa meridionale, in particolare in Portogallo e nella Spagna sudoccidentale.

Gli esperti hanno inoltre notato inusuali fasi di calore sulle coste settentrionali della Russia, in particolare nell’area del mare di Barents e di quello di Kara. Le temperature nelle zone costiere sono inoltre risultate molto più calde della media al largo della costa siberiana e nei pressi dell’arcipelago canadese nonché nella baia di Hudson settentrionale. Proprio in queste zone la formazione del ghiaccio marino nel corso dell’inverno è stata limitata e il ghiaccio marino che si è formato si è sciolto in maniera insolitamente precoce.
Infine gli scienziati hanno notato temperature insolitamente sopra la media dell’area sopra l’oceano Artico centrale.

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