L’universo usa l’apprendimento automatico per creare le proprie leggi?

Credito: ParallelVision, Pixabay, 6108201

L’universo, e dunque tutto ciò che ci circonda, comprese le nostre vite, è solo la rappresentazione di una simulazione di natura informatica? È la domanda che molti scienziati si stanno opponendo dopo che per diversi anni questa ipotesi era stata relegata solo alla fantascienza.
Un nuovo studio, scoperto da The Next Web e pubblicato su arXiv, mostra che non si tratta più di una tesi per realizzare la sceneggiatura di qualche film fantascientifico ma di una possibilità che potrebbe essere reale. Il nuovo studio, molto complesso e che si estende su più di 80 pagine, è stato realizzato da un team di fisici teorici che lavorano con vari istituti tra cui anche Microsoft.

Secondo i teorici che hanno realizzato questo studio, l’intero universo potrebbe essere considerato come un sistema di apprendimento automatico delle leggi evolutive. L’apprendimento automatico è un algoritmo che ha avuto enorme diffusione soprattutto negli ultimi anni a seguito del miglioramento tecnologico dell’hardware. Questo algoritmo, che ha dato nuova linfa all’intelligenza artificiale facendolo trovare anche degli sbocchi utili e concreti, vede, sostanzialmente, il computer “imparare” da solo sulla base di grosse masse di dati che gli vengono forniti.

Se le leggi che governano l’intero universo sono guidate da un algoritmo di apprendimento evolutivo, sostanzialmente l’universo può essere considerato come un grosso computer che, invece di esistere allo stato solido, come i computer che conosciamo e che usiamo ogni giorno, esiste in una sorta di dimensione immateriale e si perpetua tramite le proprie leggi. Queste leggi vengono create dallo stesso universo in essere e senza una supervisione, in maniera simile ad una rete neurale di tipo informatico che sostanzialmente apprende senza la supervisione degli esseri umani i quali si limitano a fornire alla stessa rete i dati. In questo modo l’universo stesso si evolve e lo fa in maniera unidirezionale in quanto quelle stesse leggi, oltre che “autodidattiche”, sono irreversibili.

“Ad esempio, quando vediamo strutture che assomigliano ad architetture di apprendimento profondo emergere in semplici sistemi autodidattici, potremmo immaginare che l’architettura della matrice operativa in cui il nostro universo sviluppa delle leggi si è evoluta da un sistema autodidatta che nasce dalle condizioni di partenza più minime possibili?”, riferiscono i ricercatori.
Secondo questo studio, dunque, la fisica potrebbe essere rappresentata da un apparato di leggi “in movimento” che possono evolvere con il passare del tempo: la relatività, per esempio, potrebbe aver avuto conseguenze sulla realtà diverse 13,8 miliardi di anni fa, quando si è formato lo stesso universo, rispetto ad oggi così come potrebbe averne tra 100 trilioni di anni, sempre rispetto ad oggi.

Note e approfondimenti

  1. Physicists working with Microsoft think the universe is a self-learning computer (IA)
  2. The Autodidactic Universe (IA) (arXiv: 2104.03902) (PDF)

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