Lupi himalaiani vantano geni per respirare ad alta quota: sono nuova specie?

Un gruppo di lupi che vive tra le montagne dell’Himalaya si sarebbe staccato, a livello evoluzionistico, dai classici lupi grigi che vivono nelle aree vicine divenendo quella che in futuro potrebbe essere considerata come una nuova specie.
Questa nuova specie di lupi sembra infatti poter affrontare l’aria sottile, quella che esiste sopra i 4000 metri di altitudine, in maniera più efficiente rispetto ai più classici lupi grigi.

Questi gruppi di lupi, che sembrano estendersi in alcune aree dell’India settentrionale, della Cina e del Nepal, sarebbero in effetti la prima prova dell’esistenza di una specie di “lupo dell’Himalaya”.
Non è la prima volta che si propone l’idea di categorizzare i lupi dell’Himalaya come specie distinta da lupi. Sono di una stazza più grande e presentano abitudini diverse.

Ad esempio i lupi grigi mangiano perlopiù roditori, quelli himalayani si nutrono anche di gazzelle tibetane.
Inoltre anche gli ululati risulterebbero diversi: i loop himalayani emetterebbero ululati più brevi e con una frequenza più bassa.

Un team di ricercatori ha deciso di conoscere di più riguardo a questo caso eseguendo nuovi accertamenti ed estraendo il DNA dalle feci di 86 lupi himalayani. Il DNA è stato poi confrontato con quello dei lupi “classici” e con quello dei cani.
I ricercatori hanno pubblicato i propri risultati sul Journal of Biogeography.

Le analisi del DNA confermano che i lupi himalayani vantano geni specializzati per contrastare la mancanza di ossigeno che può accadere certe altitudini, a differenza dei lupi grigi.
Si tratta di veri e propri adattamenti evolutivi, simili a quelli che sono stati accertati nei corpi degli esseri umani che abitano in Tibet e dei loro cani.

Per questi motivi, considerando anche la specializzazione genetica, i ricercatori credono che i lupi himalaiani debbano essere considerati come una specie distinta.
Questo nuovo linguaggio sarebbe cominciato ad essere “indipendente”, evoluzionisticamente parlando, già 400.000 anni fa.

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo

Resta aggiornato su Facebook