Madri che fumano più a rischio di partorire bambini più piccoli secondo ampio studio

Credito: veriserpa, Pixabay, 6591209

Le donne che fumano hanno probabilità maggiori di partorire bambini fisicamente più piccoli secondo i risultati conseguiti da un team di ricercatori della McGill University. I ricercatori hanno condotto un ampio studio analizzando i dati di più di 9 milioni di soggetti negli Stati Uniti. I dati sono stati raccolti in un periodo di 11 anni. In effetti, come riferisce il comunicato della stessa McGill, si tratta di uno degli studi più ampi su questo argomento mai effettuati.[1]

Studi precedenti quasi sempre piccoli

Che il fumo nel corso della gravidanza possa portare problemi al nascituro è cosa già dimostrata da diversi studi. Tuttavia, come riferisce il comunicato, si è trattato di studi “relativamente piccoli” che nella maggior parte dei casi vedevano all’analisi di un numero di soggetti che non superava migliaia di unità.
I ricercatori hanno dunque deciso di capire se i risultati raggiunti con le ricerche precedenti potevano essere raggiunti anche prendendo in considerazione una corte molto ampia costituita da milioni di individui.[1]

Fumo: rischio maggiore di parti prematuri e rottura del sacco amniotico

I ricercatori scoprivano che le donne che fumavano mostravano un rischio più grande del 40% di parti prematuri e un rischio di circa il 50% di rottura del sacco amniotico. Quest’ultimo è un rivestimento che ripara il feto prima dell’inizio del travaglio.
Scoprivano anche che le madri di fumavano erano caratterizzate da un rischio di circa il 130% in più di mettere al mondo bambini troppo piccoli per la loro fase di sviluppo.[1]

Fumo e preeclampsia

Inoltre ottenevano un risultato che definiscono come “sorprendente”: il fumo riduceva, anche se di poco, il rischio di sviluppo di preeclampsia, una condizione che può causare infezioni nell’utero e sanguinamento e che può costringere gli operatori sanitari ad effettuare il parto cesareo.
Secondo i ricercatori sono le stesse dimensioni fisiche più piccole del nascituro, una condizione indotta dal fumo, a contribuire ad un sanguinamento minore e ad un bisogno minore del taglio cesareo.[1]

Bambini più piccoli: rischio di conseguenze gravi a lungo termine

Naturalmente ciò non significa assolutamente, come specificano gli stessi ricercatori dello studio, che le donne, anche quelle più a rischio di preeclampsia, dovrebbero cominciare a fumare durante la gravidanza per ridurre questo rischio.
Mettere al mondo un bambino dalle dimensioni corporee più piccole di quelle che dovrebbero essere può portare a conseguenze molto più gravi per lo stesso bambino e più a lungo termine.[1]

Rischi per bambini nati più piccoli

Tra queste ci sono, per esempio, un maggior rischio di diabete, di malattie cardiache, di insufficienza ai reni e, nel corso della vita, anche un maggior rischio di alcuni tipi di cancro. Inoltre, considerando anche solo il periodo dell’infanzia, i bambini che nascono più piccoli si sono mostrati, in diversi studi effettuati in precedenza, più a rischio di disturbi urinari o intestinali, condizioni avverse a livello polmonare oppure a livello neurologico. Smettere di fumare riduce questi rischi. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Perinatal Medicine.[1]

Note e approfondimenti

  1. Pericoli del fumo durante la gravidanza – McGill University (IA)
  2. The relation between cigarette smoking with delivery outcomes. An evaluation of a database of more than nine million deliveries (IA) (DOI: 10.1515/jpm-2021-0053)
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