Malaria cerebrale, scienziati scoprono importante ruolo delle cellule immunitarie

Cellule immunitarie specifiche si accumulano nei vasi sanguigni cerebrali delle persone affette da malaria cerebrale (credito: McGavern Lab / NINDS)

I farmaci mirati alle cellule immunitarie potrebbe essere efficienti per trattare la malaria cerebrale secondo un nuovo studio apparso sul Journal of Clinical Investigation.
Secondo i ricercatori dei National Institutes of Health statunitensi, le cellule immunitarie svolgono infatti un ruolo più importante di quanto mai considerato in precedenza per quanto riguarda questa patologia.

La materia cerebrale è una forma di malaria che va a colpire soprattutto i bambini. I parassiti, che vengono acquisiti tramite punture di zanzare, si raggruppano nei vasi sanguigni del cervello causando un aumento della pressione cerebrale. Ad oggi la malaria cerebrale porta alla morte del 25% circa dei pazienti colpiti. Si parla di 400.000 morti ogni anno, rappresentate soprattutto da bambini. Coloro che sopravvivono, inoltre, molto spesso soffrono di deterioramenti cognitivi.

Come spiega Dorian McGavern, ricercatore presso l’Istituto Nazionale di Disturbi Neurologici e Ictus del NIH (NINDS), si tratta della prima ricerca che mostra che i linfociti colpiscono i vasi sanguigni cerebrali durante la malaria cerebrale: “Questi risultati costruiscono un ponte tra gli studi sulla malaria cerebrale umana e del topo implicando le cellule T nello sviluppo della patologia della malattia nei bambini. È noto che le cellule T causano la lesione del sistema vascolare cerebrale associata alla malaria cerebrale nei topi, ma questo non era noto negli umani.”

I ricercatori hanno analizzato e confrontato il tessuto delle cervello di 23 bambini morti per malaria cerebrale con quello di 11 bambini morti per altre cause. Hanno analizzato in particolare i linfociti citotossici (CTL), un tipo di cellula che controlla le infezioni tutto il corpo.
Secondo i ricercatori, un aumento dell’accumulo di CTL Nelle pareti dei vasi sanguigni di cervello è un fattore chiave della malaria cerebrale. Inoltre gli stessi ricercatori hanno mostrato che i CTL rilasciano molecole effettrici che danneggiano le cellule.

Attualmente le strategie per trattare la malaria cerebrale sono concentrate perlopiù sui globuli rossi.
I ricercatori hanno già ideato un farmaco mirato alle cellule T e lo hanno sperimentato sui topi con malaria cerebrale ottenendo buoni responsi.

Susan Pierce, altra ricercatrice impegnata nello studio, dichiara: “Dati i nostri risultati sulle cellule T nel sistema vascolare cerebrale dei bambini morti per la malattia, siamo entusiasti della possibilità che questo farmaco possa essere la prima terapia per la malaria cerebrale”.

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