Malattie cardiovascolari principale causa di morte per la donne incinte

L’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG), un importante gruppo medico statunitense, tramite uno studio pubblicato su Obstetrics & Gynecology ha emesso nuove linee guida per quanto riguarda le principali cause di morte delle donne incinte e ha specificato che il 26,5% dei decessi correlati alla gravidanza è scatenato da malattie cardiache.
In particolare una cardiopatia denominata cardiomiopatia peripartum risulta la principale causa di morte tra le donne incinte: beni 23% delle morti in gravidanza, secondo la ACOG, è da addebitare a questa patologia.

Sempre secondo il gruppo medico quasi tutti questi decessi restano comunque prevedibili ma ci sono ancora difficoltà nell’identificazione dei fattori di rischio e spesso ci sono dei ritardi per quanto riguarda il riconoscimento dei sintomi sia durante la gravidanza che dopo il parto.
Il fattore principale per la morte di donne incinte causata da malattie cardiache non è comunque da ricercare nell’età, nella pressione sanguigna durante la gravidanza oppure nell’obesità ma nella razza. Le donne nere, infatti, secondo l’analisi riportata dalla ACOG, risulterebbero maggiormente a rischio di morte per malattie cardiache durante la gravidanza, di 3,4 volte rispetto a donne di altre razze.

I medici della ACOG consigliano comunque a tutte le donne in gravidanza e alle neomamme valutazioni periodiche per quanto riguarda le patologie cardiache mentre le pazienti già ad alto rischio per quanto riguarda patologie cardiache necessitano di maggiori valutazioni e probabilmente di maggiori visite mediche.
Anzi le donne che già soffrono di malattie cardiache dovrebbero farsi visitare da un cardiologo ancor prima di rimanere incinte onde ricevere consulenze appropriate prima della gravidanza e per seguire tutte le linee guida sin dai primi mesi.

Questo perché nel corso della gravidanza il sistema cardiovascolare è sottoposto a forti stress causati soprattutto dall’aumento del volume del sangue. Inoltre i maggiori rischi di morte per malattie cardiache possono sussistere fino ad un anno dopo il parto ed è quindi fondamentale un piano di assistenza a lungo termine nonché visite post-partum complete per quanto riguarda il profilo cardiovascolare.

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